Il metaformismo, presentazione della mostra e del libro

urbino 4' di lettura 09/12/2010 -

Il Metaformismo nasce dall’esperienza di 27 Rassegne che dal 1994 vengono realizzate in siti museali di prestigio storico, facendo, esse, parte del ciclo itinerante “L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore”, ideati, entrambi, da Giulia Sillato che nel manifesto, esposto all’interno del catalogo di questa ventisettesima rassegna, spiega come dall’arte antica si possa pervenire con rapidità alla comprensione dell’arte moderna.



Il vocabolo, di nuovo conio, nasce dall’esigenza di ridefinire tutte le fenomenologie artistiche dell’ultimo Novecento, che, solitamente indicate con appellativi come “astratto” – “informale” – “espressionista” – “minimalista” e numerosi altri, oltre a non rispondere più ad essi in modo circoscrittto, hanno evoluto un’espressività tale da indurre lo storico, che appunto ne è l’ideatore, a una riformulazione comprensiva di tutte le possibili sfaccettature dell’arte di questi ultimi trent’anni, sempre comvinto che la Forma “ribaltata a partire dalla fine dell’Ottocento” sia stata in realtà persistentemente “sottintesa a qualsiasi operazione artistica” (citazioni dal manifesto).
Entrano nel grande gioco del Metaformismo tutte quelle espressioni dell’arte, con ciò intendendo Pittura e Scultura, che mantengono vivo il dialogo con le Avanguardie del Novecento, fatalmente adeguandolo alle misure concettuali e tecniche della nostra contemporaneità.


L’intento non è quello di fondare l’ennesimo gruppo o movimento, ché anche di questi la storia dell’arte è variamente affollata, ma di offrire un nuovo orientamento storico-critico, per meglio qualificare la poliformìa dei mezzi espressivi odierni, fatta eccezione per video e virtualità. In questa sede mirabile della storia del Rinacimento italiano vengono presentate opere di ventisei maestri, tutti professionisti, molti dei quali già operativi negli anni ’60 e ’70, quindi direttamente implicati con il polverone culturale di quegli anni e motivati a sostenere un nuovo confronto critico.
In mostra 60 opere di ventisei maestri prescelti per l’operazione.

Il Catalogo:
Il volume Mazzotta esprime bene, nella sua strutturazione, questa singolare duplicità dell’Evento: da un lato l’Antico e dall’altro il Contemporaneo; nella prima parte il profilo storico-architettonico del monumento ospitante e nella seconda parte la sequenza di opere, ciascuna avente un proprio artifex del nostro tempo; la sezione storica in bianco-nero: il passato, abbondante di immagini documentarie, la sezione contemporanea a colori: il presente, vivo, dinamico e pulsante. Insieme rappresentano tutto il patrimonio culturale dell’umanità negli ultimi duemila anni di storia, coinvolgendo, il volume, tutti gli aspetti della creatività umana, estesi nel tempo, summa dei vissuti artistici passati e presenti. In questo ventisettesimo libro sono stati affrontati solo alcuni degli infiniti temi che da più di un secolo continuano a incasellarsi in quella che la scrivente ha definito “una bibliografia ducale”, privilegiando la dinamica letteraria, sospinta da dibattiti, e persino polemiche, sulle origini del Palazzo Ducale, ambito di studio ancora in via di scavo.

Facendo appello a fonti
storiografiche autorevoli e attendibili, oltre che a personali valutazioni, si è proceduto nella realizzazione di sei plastici virtuali, che rappresentano passo per passo l’evoluzione architettonica del complesso ducale da modesti nuclei edilizi d’origine medioevale sino agli interventi, ancora oggi discussi, di Luciano Laurana, architetto dalmata, e di Francesco di Giorgio Martini, architetto senese, senza trascurare la formazione della Galleria Nazionale delle Marche e il suo indiscusso apporto al palazzo, designato come propria sede. Ne raccolgono l’eredità i maestri di oggi, ai quali è dedicata la seconda parte del volume: se qualcuno pensa che l’arte del Novecento abbia costituito una rottura insanabile con la tradizione classica, questo è vero per l’espressività, diversamente formulata appunto, ma non per la sostanza dell’operazione artistica che ieri, come oggi, si basa sull’elaborazione di segni e colori.

Criteri di scelta:
Le scelte si uniformano al concetto di “Metamofismo” che è il nome dato a questo nuovo orientamento storico-critico. Rigorosamente opere di artisti in cui non esistono concezioni di tipo figurarale e, se esistono, sono esempi di forme frammentarie e radicalmente rielaborate.
La presenza della componente pittorica è molto forte e altrettanto forte è la presenza della contaminazione della pittura con altri materiali.
Talvolta flash di elementi figurali sono completamente snaturati dalla loro sede interpretativa e trasportati su un’altro piano concettuale.

Gli artisti sono:
Bellani Pietro, Belotti Emilio, Berselli Natalia, Brivio Martino, D’Alessandro Rosetta, Devastato Enzo, Fabbiano Enzo, Matalon Luciana, Fontana Elisabetta, Franchin Emanuela, Fumanti Massimo, Grifoni Daniela, Lanza Bruna, Luvit Lucio Vitale, Magno Saverio, Magri Pier Domenico, Mazzoleni Angelo, Paolini Giulietta, Pasciuti Antonio, Pezzuco Francesco, Ratto Enzo, Rigato Carla, Rover Liana, Salvo Mario, Saporito Antonio, Tulipani Marco


INFORMAZIONI UTILI

IL METAFORMISMO ©2010
“L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore” – 27a Edizione ©1994
Palazzo Ducale di Urbino, Sale del Castellare
15 dicembre 2010 – 20 gennaio 2011

con il Patrocinio
Comune di Urbino
Università degli Studi “Carlo Bo”
Accademia Raffaello
Arcidiocesi di Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado

Autore dell’Evento itinerante e del Metaformismo:
Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana.

Ufficio stampa:
Alessandra Pozzi, tel. 02.7055803, ufficiostampa@mazzotta.it

Orario: da martedì a domenica compresa 10-12/15-19
Giorni di chiusura 25, 26, 31 dicembre e 1, 6 gennaio 2010
Per informazioni: 348.3533733
Ingresso libero
Catalogo Gabriele Mazzotta, Milano (108 pagine, 125 illustrazioni, Euro 25,00)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2010 alle 18:13 sul giornale del 10 dicembre 2010 - 787 letture

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