Urbania: convegno 'Immaginazione contro emarginazione'

5' di lettura 11/01/2011 -

Importante incontro a Urbania (Pesaro e Urbino) sabato 15 gennaio in occasione del Convegno intitolato “Immaginazione contro emarginazione”. Alle ore 16.30 presso la sala Paolo Volponi si riuniranno diverse compagnie teatrali accomunate da una caratteristica, quella di svolgere una parte della loro attività all’interno delle carceri. L’incontro costituisce infatti il momento fondativo di un progetto inedito, nato dal desiderio di condividere le difficoltà, scambiarsi le esperienze, creare obiettivi comuni e tanto altro per realtà separate e disseminate su tutto il territorio italiano, alcune delle quali hanno avuto l’idea di costruire delle relazioni.



L’attività del teatro nei luoghi della reclusione esiste da quasi trenta anni in Italia e tutti gli operatori e gli esperti riconoscono la validità e l’efficacia di tali esperienze nel contribuire a risolvere le diverse problematiche relative ai motivi della reclusione e alle sue conseguenze negative. Uno tra questi è stato Claudio Meldolesi , scomparso nel 2009, per anni docente di Drammaturgia al DAMS di Bologna e forte sostenitore del teatro nei luoghi del disagio. Per Meldolesi il Teatro in carcere è simbolo dell’ “Immaginazione contro l’emarginazione”, dove “l’immaginazione induce a valorizzare un meccanismo teatrale dell’interazione sociale, quello di scoprirsi scoprendo gli altri, ancora più importante laddove il comportamento coatto è fondato su obblighi e rimozioni, che inducono a introiettare lo stato di emarginazione”.

L’attuale idea di costituzione del Coordinamento nazionale, si è concretizzata nel 2009, in occasione della Decima edizione del convegno su “I teatri delle diversità” a Cartoceto ed ha avuto operativamente seguito a Milano il 7 novembre 2010 nell’ambito dell’Edge Festival, organizzato dal Centro Europeo Teatro e Carcere. In prospettiva dell’incontro di Urbania l’adesione si è ampliata e molti saranno i rappresentanti delle compagnie che interverranno; altri hanno dichiarato di essere interessati al progetto: 42 le compagnie in tutto.

Alle 14.30, sempre del 15 gennaio, è la volta della tavola rotonda intitolata Il Teatro negli Istituti di pena femminili coordinata da Laura Mariani, docente di Storia dell’attore al DAMS di Bologna. Il dibattito si presenta interessante e senz’altro nuovo, infatti le donne rappresentano una minoranza negli Istituti penitenziari, circa 3000 e costituiscono il 4,35% della popolazione dei reclusi; solo negli ultimi anni l’attenzione si è focalizzata su questa realtà. “La donna detenuta” spiega Vania Pucci della Compagnia Giallo Mare Minimal Teatro di Empoli, che interverrà nel dibattito, “si trova spesso a vivere la detenzione in un contesto maschile, in un’ istituzione fatta da uomini per uomini che non tiene in debita considerazione tutte quelle problematiche peculiari dell'universo femminile, quali, ad esempio, la maternità o la particolarità della insofferenza della donna a dover interrompere o sospendere i legami con la casa e la famiglia. Dunque, nella struttura penitenziaria si accentuano e si aggravano quei fenomeni di emarginazione e discriminazione a cui sono soggette le donne anche nella società esterna”. Interverranno inoltre Giorgia Palombi e Alessandra di Castri del Maniphesta Teatro che opera nel carcere femminile della città di Pozzuoli. Non mancherà Donatella Massimilla il cui teatro, fondato da donne nel 1989, approda nella sezione femminile di San Vittore fondando il Centro Europeo Teatro e Carcere divenuto poi un riferimento per numerose carceri nazionali ed europee. A chiudere la conversazione saranno Barbara Attanasio e Silvia Bartoli che hanno condiviso alcune esperienze coordinate dal Teatro Aenigma, dirette da Vito Minoia all’interno della Casa Circondariale di Pesaro, partecipando alle produzioni della Compagnia Lo Spacco (ultimo allestimento liberamente ispirato a Lettere dal carcere di Antonio Gramsci). Grazie ad un continuo lavoro e ad un profondo desiderio di ritrovare un senso nella dura realtà vissuta, sono riuscite ad affermare la loro identità di attrici e autrici. Chiude Barbara una sua testimonianza scritta per il volume “Recito dunque so(g)no” (un’indagine condotta da Emilio Pozzi e Vito Minoia) “... il teatro è di per sé un’esperienza importante, lo è ancor di più all’interno del carcere! E’ l’opportunità di essere, sognare, conoscere e conoscersi per ciò che si è e non per ciò che si è fatto! ...Con il teatro ho perso molto ma ho anche ritrovato molto più di quello che avevo perduto...”

Seguirà una proiezione pomeridiana di un brano in video dello spettacolo “Annibale non l’ha mai fatto” ultima produzione di Tam teatrocarcere di Padova di Andrea Pennacchi e Maria Cinzia Zanellato, vicenda del leggendario cartaginese narrata da Farid, migrante algerino, testimone interno della materia umana su cui poggia la Storia.

Alle 22.00, Donatella Massimilla presenta “PRINCESE a San Vittore”, un nuovo capitolo di narrazione teatrale del CETEC che debutterà a san Vittore e all’ Edge Festival 2011. Lo studio, preparato appositamente per l’incontro “Immaginazione contro Emarginazione, è un frammento di un Diario di bordo fatto di memorie del Laboratorio teatrale Alice iniziato nella sezione femminile di San Vittore venti anni fa. Una presenza storica di quel gruppo, Fernanda Poirè, torna “fuor” a raccontare la Mala milanese, l’avventura del teatro in carcere a San Vittore, insieme a compagni di strada e artisti diventati parte della sua bios-grafia. Una storia di Princese, di donne segnate dalla droga, donne immigrate, madri di famiglie mafiose...donne che attraverso il teatro e la musica si ri-conoscono.

L’intenso programma generale dei due giorni del Convegno prevede altri importanti eventi, visionabili nel sito www.teatroaenigma.it

Per informazioni sulle modalità di iscrizione al Convegno: e.mail aenigma@uniurb.it tel./fax 0721 893035. I biglietti per gli spettacoli saranno in vendita al botteghino nelle stesse serate di programmazione..








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2011 alle 19:39 sul giornale del 12 gennaio 2011 - 732 letture

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