Università, studenti: 'La C1 Autogestita non si chiude'

università 3' di lettura 15/01/2011 -

L’Assemblea Permanente delle studentesse e degli studenti di Urbino non è mai andata in vacanza e oggi si riprende i propri spazi.



Dopo l’occupazione, durante il breve periodo fuori dall’università, siamo rimasti in contatto e abbiamo discusso il rilancio della mobilitazione a partire dalle assemblee politiche ed organizzative da svolgersi negli spazi ‘liberati’ da studentesse e studenti nel corso di questa e di precedenti proteste: l’Anfiteatro Liberato del collegio Tridente e l’Aula C1 Autogestita del Nuovo Magistero. Lunedì 10 al nostro arrivo in facoltà per la prima assemblea abbiamo dovuto constatare che durante le festività a una delle due porte dell’aula C1 autogestita era stata cambiata la serratura. Aperta l’altra porta (con le chiavi che abbiamo cautamente tenuto dopo l’occupazione!) il problema è stato risolto. L’aula martedì è stata riordinata e riaperta a tutti, ma ogni giorno abbiamo dovuto riaprirla dopo che veniva chiusa in nostra assenza. Pare che sia stata data disposizione al personale di tenere chiusa l’aula (ricordiamo che all’interno dell’aula oltre all’emeroteca autogestita sono presenti mostre fotografiche e d’arte, materiale d’archivio e tutto quanto fa parte del patrimonio di un movimento collettivo!).

Venerdì 14 gennaio, arrivati in Magistero per un’altra assemblea abbiamo trovato entrambe le porte chiuse e con le serrature cambiate. Abbiamo forzato la serratura e abbiamo riaperto lo spazio. Quasi che il problema non si ponesse, per quanto ci sembra ovvio che la C1 rimane aperta e rimane autogestita! E invece il problema si pone, eccome. Rettorato e direzione amministrativa si stanno relazionando con il movimento studentesco con fare autoritario e repressivo da diverso tempo oramai perché questo non venga denunciato pubblicamente. Se già negli ultimi giorni di occupazione (gli stessi giorni dell’approvazione dell’ultima discussione del DDL Gelmini in Senato, prima dell’approvazione finale, sic!) la facoltà veniva cinta d’assedio dalle forze dell’ordine (in città si contavano almeno 6 camionette) e il rettorato tagliava contestualmente luce, acqua e riscaldamento, oggi si cerca di attaccare l’unica autogestione studentesca del nostro ateneo, segno evidente che la protesta e la cultura libera non sono più nelle corde di questa università. L’Aula C1 è ora al suo terzo anno di autogestione consecutiva e in questi anni è stata un centro culturale e politico importante per tutta la comunità universitaria. Centinaia di iniziative tra seminari, laboratori, proiezioni, concerti, mostre, pranzi sociali e assemblee che hanno visto, oltre a una grande partecipazione di studentesse e studenti, anche la presenza di dottorandi, ricercatori, professori, politici, sindacalisti, artisti, e semplici cittadini. Mai è stata rifiutata la disponibilità dell’aula a qualunque associazione, collettivo o gruppo informale che abbia avuto la volontà di organizzare un’iniziativa. Non c’è associazione studentesca che non sia entrata almeno una volta in C1.

Ogni cosa proveniente dall’esterno è sempre stata vissuta da noi come un contributo all’autogestione e tante sono state le iniziative pensate in C1 e poi realizzate all’esterno di essa. All’interno dell’aula si sono trattate questioni universitarie (soprattutto di questi tempi…), ma si è anche parlato di lavoro, letteratura, religioni, musica, migrazioni, cinema, ambiente, filosofia, memoria, futuro etc. Abbiamo costruito un’alternativa culturale e politica che non è mai stato possibile contenere entro precisi confini identitari, ma che ha espresso invece tutta la vitalità delle pratiche libertarie studentesche: percorso di singoli e comunque sempre percorso collettivo, tempo liberato in uno spazio liberato. Oggi oltre a denunciare l’immotivato tentativo di chiusura della C1 Autogestita, ribadiamo che l’aula rimane aperta e autogestita. La C1 non si chiude! Ci riprenderemo l’Università!


da Assemblea Permanente per il diritto allo studio




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2011 alle 19:45 sul giornale del 17 gennaio 2011 - 4349 letture

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