Montecopiolo in Emilia Romagna, la protesta arriva in Regione

2' di lettura 05/04/2011 -

Manifestazione di protesta all’ingresso di Palazzo Leopardi da parte degli abitanti di Montecopiolo (Pu), che chiedono il passaggio alla Regione Emilia – Romagna.

 



La pioggia di ieri mattina non ha fermato la protesta della gente di Montecopiolo, piccolo Comune di 1.250 residenti tra San Leo, San Marino ed Urbino. Una delegazione di circa 30 persone si è infatti data appuntamento a Palazzo Leopardi, sede dell’Assemblea Legislativa delle Marche, per chiedere formalmente alla Regione di dare il via libera al passaggio di Montecopiolo all’Emilia – Romagna.

La Regione Marche rischia dunque di perdere un altro pezzo di territorio, dopo i sette Comuni della Valmarecchia passati alla Romagna nel 2009. “Quattro anni fa votammo anche noi il referendum per il trasferimento”, dice Mario Giulianelli, referente del Comitato. Che ricorda anche la netta vittoria del “Si”, con l’83,24% dei votanti che si dissero favorevoli al passaggio.

“Ma da allora – dice ancora Giulianelli – la Regione Marche non ha più risposto. Siamo in attesa del parere della Commissione Affari Istituzionali, che è obbligatorio ma non vincolante. Per questo vogliamo incontrare il presidente Spacca e far valere le ragioni della democrazia. Chiediamo il rispetto del voto referendario, così come accaduto per i comuni della Valmarecchia”.

E proprio il passaggio di Nova Feltria al riminese avrebbe fatto scattare la protesta del Comitato di Montecopiolo. “Le esigenze della nostra comunità sono diventate ancora più stringenti – spiega Mario Giulianelli - soprattutto quelle legate ai servizi pubblici ed alla sanità”. La struttura ospedaliera di riferimento per gli abitanti di Montecopiolo è infatti quella di Urbino (“50 chilometri di curve”, ricorda una signora del Comitato), mentre in precedenza i residenti potevano recarsi proprio nella più vicina Nova Feltria. “Per non parlare del trasporto pubblico e dei servizi di base – dice ancora Mario Giulianelli – La nostra vita si svolge a Rimini, e per questo pretendiamo il rispetto dell’esito del referendum ed il trasferimento all’Emilia – Romagna”.








Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2011 alle 17:36 sul giornale del 06 aprile 2011 - 899 letture

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