Domotica e imprese, il futuro guarda al design per la terza età

Matteo Ricci presentazione dei risultati della ricerca "Il luogo dell’abitare" 3' di lettura 30/06/2011 -

"Un progetto legato all’innovazione, che va verso la creazione di opportunità nuove per l’economia e il territorio". Così Matteo Ricci sulla presentazione dei risultati della ricerca "Il luogo dell’abitare", promossa dalla Provincia e dalla facoltà di sociologia dell’università Urbino, in collaborazione con la Cna, associazione capofila tra le nove che hanno aderito all’iniziativa. Un lavoro che, sostanzialmente, mira ad approfondire le esigenze e le necessità abitative degli over 60-70, per sostenere, con gli scenari futuri della domotica, le piccole e medie imprese del distretto del mobile.



"Mentre resistiamo alla crisi – evidenzia il presidente – dobbiamo essere in grado di individuare settori di crescita e nuovi posti di lavoro, anche per sostenere i nostri giovani. Puntiamo su turismo, green economy e domotica. Che abbinata alla qualità e all’alta aspettativa di vita apre strade importanti da percorrere".

Gli over 60 come risorsa: "La ricerca – continua Ricci - dà indicazioni importanti per le nuove frontiere dell’arredamento e del design, a partire dalle necessità che si sono riscontrate per questo target di popolazione. Ora il prossimo step sarà la ricerca di risorse per la realizzazione dei prototipi". Aggiunge il segretario della Cna Camilla Fabbri: "Siamo soddisfatti per un’intuizione che ci ha permesso di indagare le abitudini di una parte non passiva della popolazione. Abbiamo voluto capire come potere utilizzare il loro modo di vivere per progettare il futuro. Si parte da un’attività sociologica per arrivare ad una traduzione pratica, che possa sostenere anche il futuro delle nostre imprese. I mobili per bambini sono diventati un mercato importante: l’auspicio è che la stesso percorso possa essere seguito dall’arredamento dedicato agli over".

Il preside di sociologia Bernardo Valli: "Analizziamo la società che si muove, per capire dove sta andando la popolazione. Una ricerca condotta sul campo, che ha permesso di intercettare gli umori che mutano e servirà ad orientare la produzione. Siamo entrati dentro le case, dando un senso emotivo alla ricerca".

L’indagine ha riguardati soggetti di età compresa tra i 60 e i 75 anni, completamente abili e iscritti alle associazioni di categoria. La metodologia: interviste, focus group e materiali audiovisivi per definire la cornice culturale, simbolica, sociale e comunicativa dell’over 60. Concludono i ricercatori: "Abbiamo messo a punto le indicazioni essenziali per la progettazione di architetture, spazi e arredi. La congiuntura economica negativa determina una contrazione dei consumi, anche per le necessità di supporto verso le nuove generazioni. La fruizione degli spazi domestici è sempre più legata alla presenza di nipoti. Gli oggetti che sono visti positivamente? Quelli legati alla memoria e all’identità, come telefoni a disco, portafoto, quadri, orologi. I colori devono essere chiari ma non vivaci. Da evitare gli angoli appuntiti. C’è un’avversione sostanziale verso le cose da grande distribuzione. La praticità non deve soverchiare completamente la gradevolezza estetica. Il letto? Meglio se a due piazze separate, per comodità e comfort….".






Questo è un articolo pubblicato il 30-06-2011 alle 17:15 sul giornale del 01 luglio 2011 - 573 letture

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