Santilli: 'Servono consorzi solidi e stabili per competere sul mercato'

Gianfranco Santilli, neo presidente dei costruttori di Confindustria Pesaro Urbino. 3' di lettura 08/07/2011 -

Anche in passato l’edilizia ha dovuto subire periodi di crisi, ma si trattava di situazioni cicliche e in parte prevedibili. Oggi, invece, siamo di fronte ad una trasformazione strutturale della nostra filiera che avviene all’interno di una congiuntura schizofrenica”. Chi parla è Gianfranco Santilli, neo presidente dei costruttori di Confindustria Pesaro Urbino. A poche settimane dalla sua nomina, chiarisce lo stato dell’arte del settore e le sue idee operative: a cominciare dalla necessità che le imprese edili cambino il loro modo di operare.



Quelli che prima erano i nostri clienti – spiega – con la crisi si sono aggiunti alla lista dei concorrenti delle nostre imprese”. Il riferimento è ai fornitori di materiali che ora si propongono sul mercato come imprese capaci di fare tutto, dalle fondamenta di una casa fino all’arredamento. “L’idea che ci sia un interlocutore unico è certamente vincente e quanto mai attuale soprattutto oggi – osserva Santilli – ed è per queste ragioni che le nostre imprese devono essere pronte a cavalcare queste nuove esigenze, entrando in prima battuta sul mercato. Significa essere più solide, più stabili, possibilmente consorziate tra loro in modo da essere ancor più competitive”.

Per il presidente dell’Ance di Pesaro Urbino il futuro del settore “deve poggiare” su tre pilastri: l’housing sociale, “di grande qualità perché non esisterà mai più la possibilità che sia lo stato a pagare, per cui l’investimento dei cittadini dev’essere accessibile economicamente ma anche capace di durare nel tempo”; la riqualificazione urbana, che Santilli definisce “fondamentale, perché non possiamo pensare di assorbire altro territorio”; le opere pubbliche e infrastrutturali, “assolutamente necessarie come dice il governatore Draghi” e da affrontare “non più come imprese singole ma attraverso un approccio di sistema, grazie ai consorzi che sono in grado di abbattere i costi”.

Proprio sul tema dei costi, Santilli fa una sottolineatura: “Dobbiamo impegnarci tutti verso una preparazione sempre più accurata dei progetti, perché siano reali, fattibili. Oggi si è in grado di risparmiare il 30% di tempo se riusciamo a partire da progetti cantierabili: significa un risparmio significativo dei costi, per le imprese e per il cliente finale”. Infine, un ultimo impegno questa volta legato al sistema confindustriale: “Voglio portare la nostra provincia e le sue problematiche a Roma – promette Santilli – perché sono convinto che si tratti di un territorio ancora non del tutto conosciuto e riconosciuto”.

La tenuta delle imprese edili pesaresi, che compongono un tessuto sano, viene confermata anche dai dati : a fronte di una percentuale nazionale negativa del 14,2% del numero delle imprese iscritte alle Casse edili con un ulteriore aumento del 7% nei primi mesi del 2011, nella nostra provincia il dato 2009/2010 registra un saldo negativo del 5,59% e l’andamento nel 2011 è attenuato registrando un -3.05%. Ma rimane difficile e seria la situazione occupazionale, con un numero di circa 230.000 posti di lavoro persi. Anche in provincia la percentuale è alta, -19%; 600 capifamiglia nell’ultimo biennio sono stati espulsi dal settore. “Fa ben sperare – conclude Santilli - il dato di inizio anno con un timido recupero dello 0,99%”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2011 alle 16:05 sul giornale del 09 luglio 2011 - 640 letture

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