Confindustria, restaurate quindici tele della cattedrale

3' di lettura 16/12/2011 -

Sono quindici le tele che – attraverso il Comitato Cultura di Confindustria Pesaro Urbino – sono tornate a splendere nella Cattedrale di Urbino.



"Un intervento che per qualità e quantità delle opere restaurate – ha spiegato l’imprenditore Gastone Bertozzini, che coordina l’attività del Comitato – è uno dei più significativi messo in campo da quando, nel 1999, abbiamo iniziato a finanziare gli interventi di recupero di opere d’arte nella nostra provincia".

Bertozzini ha anche fatto notare che "non è la prima volta che Urbino è al centro delle attenzioni degli industriali pesaresi": già nel 2000, il Comitato Cultura si era fatto carico del recupero dell’affresco “Madonna col Bambino e i Santi Domenico e Pietro Martire” conservato nell’Oratorio di San Gaetano. "La città ducale – ha spiegato ancora l’imprenditore di Fermignano – per le sue caratteristiche storiche e per il suo ruolo culturale del mondo costituisce anche per noi un richiamo straordinario: ogni volta che possiamo contribuire al recupero di opere d’arte presenti ad Urbino, lo facciamo con grande convinzione e disponibilità".

Dei 15 dipinti, il cui restauro è stato presentato oggi, tre, risalenti al 1595 di Antonio Viviani, “Spirito Santo in Gloria”, “Miracolo Eucaristico” e “Miracolo di Offida”, si trovano sul soffitto della Cappella del SS. Sacramento, collocata alla sinistra dell’altare maggiore. I restanti 12, invece, sono situati nel soffitto della Cappella della Concezione di Maria, che si apre alla destra dell’altare maggiore. Di questi, tre datati 1660/65, di Gian Battista Urbinelli, raffigurano “Incoronazione della Vergine”, “Vergine annunciata” e “L’Arcangelo Gabriele”; quattro del 1678/79 di Gian Ortensio Bertucci rappresentano “Purificazione di Maria”, ”Sibilla Frigia”, “Presentazione di Maria al tempio” e “Sibilla Cumana”; cinque di Alfonso Patanazzi del 1678 “L’Eterno Padre e l’Immacolata”, “La visita della Madonna a Santa Elisabetta”, “Sibilla Persica”, “Sposalizio della Vergine”, “Sibilla Eritrea”.

"Bisogna dar merito al Comitato Cultura di aver dato il via ad una impegnativa serie di restauri, che hanno interessato i due complessi più noti ed importanti della Cattedrale urbinate", ha detto la storica dell’arte Bonita Cleri, introducendo l’analisi dei dipinti che furono realizzati da artisti di cultura urbinate.

"I dipinti si presentavano in uno stato conservativo discreto, nonostante lo spesso strato di polvere incoerente che ricopriva la pellicola pittorica e che rendeva più difficile la leggibilità delle opere - hanno spiegato i restauratori Federica e Michele Papi -. Avevano inoltre subito l’effetto gravitazionale dovuto alla loro collocazione sulle volte delle due cappelle, per questo motivo abbiamo deciso di eseguire un restauro conservativo e filologico per cercare di mantenere il più possibile le opere nella loro originalità".

Grazie al ponteggio messo a disposizione gratuitamente dalla ditta Guido Guidarelli di Cagli è stato eseguito il restauro anche degli stucchi dorati che decorano il soffitto e sono state portate alle luce nuove parti in oro. Le parti mancanti sono state stuccate e reintegrate pittoricamente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2011 alle 15:36 sul giornale del 17 dicembre 2011 - 517 letture

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