Urbania: concluso il convegno internazionale di studi sui 'Teatri delle diversità'

4' di lettura 27/11/2012 - Si è concluso ad Urbania (Pesaro e Urbino) il tredicesimo convegno internazionale di studi sui “Teatri delle diversità” a cura della omonima rivista europea diretta da Vito Minoia all’Università di Urbino. Studiosi, insegnanti, operatori nel campo della psichiatria e della disabilità, attori e registi a raccontare le proprie esperienze, raccogliere i dati, delineare percorsi, cercare di elaborare nuovi progetti, migliorare il proprio lavoro artistico.

Si tratta di un campo che finora non ha raggiunto il grande pubblico ma che si sta facendo strada anche grazie ad alcuni film di registi famosi, come quello dei fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino ed ora in concorso per gli Oscar, che restituiscono una realtà che spesso la società civile preferisce ignorare.

Tra gli interventi, quello della regista olandese Annet Henneman, sull’importanza di un teatro che testimoni le brutture della guerra e che dia voce a chi subisce ingiustizie e vessazioni, come i giornalisti -e soprattutto le giornaliste- in Iraq. Una testimonianza forte ed emozionante, coordinata dal sociologo Peter Kammerer, è stata riportata al pubblico del convegno con la partecipazione di Alì Kareem Odaid, regista e attore iracheno e le attrici Arabella Lawson da Londra e Cinzia Cacace da Roma. Un sistema violento di ricatti e minacce impedisce a persone di valore, che credono nella verità e nella giustizia di svolgere il proprio lavoro e di vivere serenamente.

Una sessione dedicata al teatro negli istituti penitenziari partendo dalle riflessioni in seguito alla prima Rassegna nazionale di teatro in carcere “Destini Incrociati”, tenutasi a Firenze nel giugno scorso, ha posto l’accento sulle specificità dell’operare teatralmente in carcere con tutte le sue difficoltà ed al tempo stesso delineato una dimensione di alta teatralità del fenomeno, molto diffuso nel nostro Paese ed oggetto di analisi di studiosi anche non italiani come il Professor Ronald Jenkins della Wesleyan Univeristy, intervenuto in video dagli Stati Uniti.
Nella sessione denominata Speaker’s Corner sono state invece analizzate le conseguenze della crisi che ha cancellato più della metà dei festival che riguardano il teatro della scuola. Altre considerazioni sono state fatte sugli aspetti ambivalenti, che da un lato determinano l’allargarsi dello spettro dei fruitori di esperienze di formazione (nascita di Master di specializzazione universitaria rivolti anche a nuove categorie di operatori in campo artistico e sociale), dall’altra hanno portato a scelte involutive come quella, ancora poco conosciuta, della cancellazione dell’insegnamento del teatro nella formazione iniziale dei docenti della scuola primaria.

Non poteva mancare un omaggio alla poesia. Il poeta e drammaturgo Giuliano Scabia, vincitore del Premio Metauro 2012 con l’opera “Canti del guardare lontano”, ha richiamato in vita il poeta Roberto Roversi entrando in dialogo con lui e permettendo ai presenti di rivivere l’intensità emotiva e l’impegno civile dei versi della raccolta “L’Italia sepolta sotto la neve” con un particolare riferimento alla figura del “tarlo inimico” contro il quale l’autore amava dire di aver dato vita a “pagine scritte e tutelate nel tempo (rivolte) a chi ama i libri e la poesia, la poesia e i libri, e non si lascia ingannare dalle ombre del mercato e della fretta”. E ancora la poesia di Roversi ha chiuso questa edizione del convegno. La compagnia catanese Néon, diretta da Piero Ristagno e Monica Felloni, con la sua esperienza di teatro integrato, ha messo in scena uno spettacolo davvero emozionante in cui attori disabili e non, davano vita, con la poeticità dei loro corpi, ai versi del poeta bolognese, scomparso il 14 settembre.

Le iniziative del Centro Teatrale Universitario Aenigma, editore della rivista europea “Catarsi-Teatri delle diversità” proseguono nel mese di dicembre, con un cartellone di iniziative nella Provincia di Pesaro e Urbino sotto un unico cartellone dal titolo “Ombre, tracce, evanescenze” (XVI edizione). In particolare si segnalano due spettacoli: la performance “Trapezisti del nulla” ispirata ai diari di Kafka, diretta da Francesco Gigliotti con i giovani allievi del laboratorio teatrale universitario “Aenigma” (Teatro la Vela di Urbino, 4 dicembre ore 21.30) e “Un clown alla corte dello zar”, nuovo spettacolo della Compagnia “Lo spacco” composta da detenuti e detenute della Casa Circondariale di Pesaro (Teatro di Strada Fontesecco 88, sabato 22 dicembre 2012 con richiesta di ingresso in carcere da far pervenire alla direzione dell’istituto entro il 7 dicembre). Tutte le informazioni utili nel sito www.teatroaenigma.it .








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2012 alle 20:09 sul giornale del 28 novembre 2012 - 1134 letture

In questo articolo si parla di attualità, Teatro Aenigma

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