Cia, Copagri e Confagricoltura: sì alla caccia di selezione anche nelle aree protette

cinghiale 1' di lettura 17/12/2012 - "Gli agricoltori della nostra provincia hanno avuto danni per circa un milione di euro provocati dai cinghiali. La nostra preoccupazione è: verranno tutti risarciti? certamente bisogna cambiare registro rispetto al passato".

E' questo il monito di Cia, Confagricoltura e Copagri di Pesaro e Urbino, i cui presidenti Gianfranco Santi, Giuseppe Mariotti e Claudio Nasoni invitano a rivedere urgentemente le politiche gestionali del territorio: "In tutta la provincia c'è una presenza massiccia di ungulati, che in alcune aree stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole. Nell'ultimo anno il problema si è aggravato e chi di competenza, cioé Regione e Provincia, deve mettere in atto tutto quanto necessario a garantire una presenza sopportabile dei cinghiali. Ora, poichè da agosto di quest'anno la competenza della gestione è passata agli Atc, ci auguriamo che questi ultimi mettano la parola "fine" ai problemi finora irrisolti.

Le tre associazioni agricole propongono di "fare un censimento reale della presenza di cinghiali, serio e non approssimativo. E non si possono risparmiare le aree protette: tutte le decisioni che i soggetti gestori prenderanno non potranno essere realizzate se non si inteverrà anche all'interno di queste. A proposito delle quali deve essere modificata la normativa in modo da permettere - in caso di sovrannumero di ungulati - la caccia dentro i confini delle riserve. Gli Atc potrebbero non avere risorse sufficienti per i risarcimenti: chi paga gli agricoltori danneggiati?".


   

da Cia, Confagricoltura e Copagri
Pesaro e Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2012 alle 16:08 sul giornale del 18 dicembre 2012 - 802 letture

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