Pesaro e Urbino: +45% di cassa integrazione a febbraio 2013 rispetto al 2012

Cassa integrazione 3' di lettura 15/03/2013 - Dai dati resi noti dall’INPS ed elaborati dall’IRES Marche emerge che le ore di Cig richieste ed autorizzate in provincia di Pesaro e Urbino a febbraio 2013 sono state 655, di cui 390mila di Cassa integrazione ordinaria, 158mila di Cig straordinaria e 106mila di Cassa in deroga.

Sebbene rispetto a gennaio la Cig sia in diminuzione del 16,6%, per effetto delle dinamiche differenti osservate per le varie componenti, complessivamente la Cassa integrazione di febbraio 2013 risulta essere superiore a quella del febbraio 2012 del 45%. Inoltre, le ore richieste ed autorizzate nei primi due mesi del 2013 sono pari al doppio di quelle richieste ed autorizzate per lo stesso periodo nel 2012.

Di seguito, le tendenze per le varie componenti della Cig:
• La CIG ordinaria passa dalle 158mila ore di gennaio alle 390mila ore di febbraio 2013. Gli incrementi più consistenti si osservano nel settore del legno-mobile (da 39mila a 220mila ore) e della meccanica (49mila ore, +30%). Rispetto al febbraio 2012, le ore di CIG ordinaria sono triplicate.
• La CIG straordinaria diminuisce rispetto a gennaio 2013, ma risulta comunque superiore a quella di febbraio 2012, in aggiunta al fatto che la CIG straordinaria per gennaio e febbraio nel 2013 è doppia rispetto a quella del 2012 per lo stesso periodo.
• Le ore di CIG in deroga diminuiscono rispetto a gennaio 2013 (-33%) ed anche rispetto al febbraio 2012 si ha una riduzione. Le ore dei primi due mesi dell’anno sono superiori nel 2013 rispetto al 2012 del 18% e superiori di tre volte rispetto a quelle dello stesso periodo del 2011.

“I dati qui analizzati – è il commento Loredana Longhin segretaria confederale Cgil – confermano la situazione di stagnazione e di contrazione del mercato interno e di difficoltà del tessuto produttivo e commerciale della nostra provincia.

La strada è ancora in salita, mentre la situazione economica e sociale produce nuove povertà, difficoltà per molte famiglie e una diffusa precarietà di vita e di lavoro per le nuove generazioni. In questa realtà, che segnala ancora una volta la profondità della crisi, i dati della disoccupazione e della cassa, dovranno essere verificati e approfonditi in rapporto alle riorganizzazioni avvenute e alle trasformazioni della crisi, e in conseguenza dell’applicazione dell’ASPI (Assicurazione sociale per l’impiego) introdotta dalla “riforma” Fornero (legge n. 92 del 28 giugno 2012), che entrando in vigore con l’inizio dell’anno, dovrebbe interagire con gli strumenti in corso riferiti ai nuovi eventi di disoccupazione.

Il 2013 a Pesaro si configura purtroppo come un anno denso di ulteriori difficoltà sul fronte del lavoro e dell’occupazione.

Le prospettive della produzione industriale non sono rosee, e ciò comporta inevitabilmente la riduzione del tessuto produttivo e commerciale, in particolare quello delle piccole aziende e del comparto artigiano, con il conseguente aumento della disoccupazione e del lavoro precario.

“Il problema vero, nel nostro territorio come nel resto del Paese, è il lavoro che non c’è, il lavoro che sparisce, il lavoro da ricostruire attraverso la crescita e una rinnovata politica industriale e sociale che manca ormai da troppo tempo”. Una vera e propria emergenza rimasta per anni senza adeguate risposte, quelle risposte che continueremo a chiedere a tutti i livelli”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2013 alle 18:39 sul giornale del 16 marzo 2013 - 732 letture

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