Università di Urbino e Agilent Technologies insieme per la ricerca, siglato un accordo

2' di lettura 04/06/2013 - È stato siglato un accordo tra l’Università di Urbino e Agilent Technologies, la più grande azienda mondiale di strumentazione scientifica con sede a Santa Clara, CA in USA. Agilent è stata creata da Hewlett-Packard Company nel 1999 come parte di un riallineamento aziendale che ha generato due società distinte.

Le radici di Agilent risalgono al 1939, quando Bill Hewlett e Dave Packard hanno formato l'azienda che ha contribuito a creare la Silicon Valley e l'industria tecnologica. Agilent è una azienda globale con sedi in tutto il mondo ed un fatturato che, nel 2012, è stato di oltre 6 miliardi di dollari.

Agilent collabora da anni con il gruppo di ricerca del Prof. Cappiello, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente dell’Università di Urbino, al quale si deve l’invenzione di una tecnica chiamata Direct-EI che semplifica il modo in cui si fanno analisi chimiche. Il Prof. Cappiello, che si è specializzato al MIT di Boston, coordina un gruppo di ricerca che lavora nel campo della spettrometria di massa e della cromatografia liquida in un particolare tipo di accoppiamento definito LC-MS. Questa strumentazione è utile in diversi campi di applicazione, tra cui quelli ambientale, biologico, alimentare, forense e farmaceutico.

In particolare, il laboratorio del Prof. Cappiello è l’unico al mondo ad essere specializzato nello sviluppo del sistema Direct-EI per l’analisi di “piccole” molecole, ovunque esse siano presenti anche se in piccolissime quantità. Esso abbina ad una relativa semplicità costruttiva una grande potenza applicativa, utile nei più svariati campi di applicazione. L’accordo con Agilent consentirà di acquisire, in comodato d’uso, una strumentazione scientifica particolarmente sofisticata e moderna e di fornire al Prof. Cappiello ed al suo gruppo le risorse organizzative ed economiche per le loro ricerche. Il principale obiettivo è di creare un prototipo basato sui principi del Direct-EI, che possa fungere da modello per uno strumento da lanciare sul mercato in collaborazione con Agilent Technologies.

Lo sviluppo strumentale è un tipo di ricerca applicata molto costosa e complessa e risente della concorrenza di grandi centri universitari, specialmente stranieri, e di grossi gruppi industriali che possono disporre di elevate risorse economiche. In periodi caratterizzati da scarsi finanziamenti come l’attuale è particolarmente difficile essere competitivi in questo settore. Il supporto dell’industria è quindi fondamentale per dare concretezza a progetti di ricerca che, per quanto brillanti, rischiano altrimenti di rimanere confinati tra le pareti del laboratorio o di estinguersi per mancanza di risorse. A ciò si aggiunge la soddisfazione di poter valorizzare un’idea tutta italiana nel mondo e di veder accrescere il già elevato prestigio scientifico dell’Ateneo urbinate.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2013 alle 18:48 sul giornale del 05 giugno 2013 - 1067 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbino, Università degli studi di Urbino Carlo Bo

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