VI Convegno nazionale della Italian Society for Law and Literature

turismo a urbino 3' di lettura 30/06/2014 - In una terra ricca di storia millenaria e di arte; in una città che conserva capolavori del rinascimento quali quelli del maestro della luce, Piero della Francesca, una artista poliedrica come la soprano Felicia Bongiovanni, enfant prodige della musica italiana nonché the opera queen e ambasciatrice del bel canto nel mondo e la giuscommercialista Elisabetta Righini, docente di diritto commerciale all’Università di Urbino, dialogheranno nella sessione parallela di venerdì 4 luglio nell’ambito del VI Convegno nazionale della Italian Sosiety for Low and Literature “La vita nelle forme. Il diritto e le atre arti” de “I rapporti tra impresa e arte come espressioni di sistemi linguistico-culturali: le riflessioni di una giuscommercialista e di una cantante lirica”.

Un dialogo a due o meglio una riflessione dalla prospettiva di un giurista cultore del diritto commerciale, sulle possibili relazioni che possono intercorrere tra il mondo dell’impresa e quello della cultura. Per il giurista, l’impresa, compresa l’impresa in forma societaria, può essere rappresentata come un fascio di relazioni basate su di un vincolo contrattuale: un “fascio di contratti” volto a legare tra loro i vari soggetti coinvolti nella realizzazione di un fine ultimo, che è quello dello scopo di lucro o, in ogni caso, nel conseguimento di un obiettivo economico. Sebbene a questa concezione “contrattualistica” se ne possa contrapporre una “istituzionalistica” (dove l’impresa è un’organizzazione di persone scaturita in maniera autonoma dal contratto istitutivo iniziale), l’impresa è in ogni caso considerata principalmente una realtà volta essenzialmente al lucro e al profitto nell’interesse dei suoi proprietari, o comunque ad una finalità di carattere economico.

Quale rapporto può esistere allora tra l’impresa e la concezione giuridica dell’impresa, e l’arte e la cultura? Tale rapporto può essere ritrovato nel fatto che l’impresa è essa stessa “cultura”, intendendo con questa espressione quel complesso di significati condivisi che all’interno di un certo contesto sociale permette di impostare relazioni reciproche tra soggetti, determinandone anche l’orientamento valoriale e normativo grazie alla riconoscibilità di forme di convinzioni e di atteggiamenti comuni. Ed è questo un fatto che, da una parte, resta impresso nella specializzazione funzionale che procede dalla mediazione simbolica alla strutturazione del senso in sistemi culturali, ciascuno produttivo di proprie autonome categorie di significati e di simboli condivisi; e dall’altra parte, è produttivo di effetti, per cui, nonostante la specializzazione al proprio interno, i sistemi culturali si influenzano reciprocamente.

Occorre soffermarsi sul linguaggio quale vettore di forme, ovvero dei significati codificati in simboli propri di ogni sistema, per osservare i processi di mediazione simbolica tra i diversi sistemi culturali e in particolare tra quelli dell’impresa e dell’arte, nel quadro più ampio di una esplorazione di elementi teorici e strumentali per veicolare tra di essi una collaborazione reciproca e feconda. Alla relazione apporterà il suo contributo il soprano Felicia Bongiovanni, pioniera nello sperimentare positive connessioni e contaminazioni fra imprese e istituzioni artistico-culturali anche in un’ottica sempre più condivisa che vede la cultura come una azienda capace, soprattutto in questo contesto storico e in questo Paese, di produrre reddito se utilizzata e valorizzata nelle giuste forme. Nel Paese dove vi è la più alta concentrazione di arte/cultura è bene riflettere sull’argomento, ma è altrettanto funzionale iniziare ad applicare regole che diano il giusto valore a questo “bene” nazionale.


   

dagli Organizzatori





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2014 alle 20:38 sul giornale del 01 luglio 2014 - 754 letture

In questo articolo si parla di attualità, turismo, urbino

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