Studenti e precari contestano il Career day a Urbino

3' di lettura 30/10/2014 - Siamo giunti alla decima edizione del Career day, evento su cui la nostra Università e le aziende del territorio investono tempo, denaro e fatica.

Tutto ciò, ci viene detto, è finalizzato a promuovere e facilitare l'inserimento dei neo laureati nel mondo del lavoro. E allora decine di banchetti riempiono l'Università proponendo tirocini, stage e praticantati non retribuiti o con salari minimi che bastano a malapena a coprire le spese. In definitiva, possiamo dirlo senza remore, l'Università si presta ad essere per due giorni un enorme fiera dello sfruttamento e della precarietà che governano il mondo del lavoro che conosciamo.

L'attuazione del JOBS ACT è una chiara dichiarazione di guerra a ciò che rimaneva dei diritti e delle tutele conquistati in due secoli di lotte sul lavoro e per il lavoro. L'obiettivo che il PD sta tenacemente perseguendo è quello di precarizzare ulteriormente il lavoro e spingere ancora più in basso i salari: sempre più precarietà, sempre più contratti di apprendistato, sempre più deregolamentazione del mercato del lavoro, guerra ai sindacati, libertà di sfruttare e ricattare, abolizione dell'articolo 18, lavorare di più ed essere pagati meno.

Tuttavia, negli ultimi mesi, abbiamo assistito anche all'intensificazione di un conflitto in grado di unire lavoratori e studenti, andando oltre a quella divisione fra giovani e vecchi, “non garantiti” e “garantiti”, occupati e disoccupati, italiani e immigrati su cui il Governo continua a fare leva. Abbiamo visto scendere in piazza studenti medi e universitari, lavoratori precari e a rischio precarizzazione, sfruttati e disoccupati. Abbiamo solidarizzato con le lotte dei lavoratori su tutto il territorio nazionale. I blocchi della logistica portati avanti dai lavoratori di COOP, GRANAROLO, IKEA, le occupazioni delle fabbriche abbandonate e autogestite dagli operai: ulteriore passo in avanti è stata la manifestazione del 25 ottobre,a Roma, in cui un milione tra lavoratori, studenti e solidali ha detto no alla riforma del mercato del lavoro rilanciando l' intenzione di uno sciopero generale.

A maggior ragione a pochi giorni da una così forte dimostrazione di opposizione al Governo e all'idea di lavoro promosso da esso, risulta inaccettabile la scelta dell'Università di continuare a sostenere questo evento che più che inserire gli studenti nel mondo del lavoro ne fa carne da macello per aziende in cerca di nuova forza lavoro a costo zero.

Se l'Università ha scelto chiaramente da che parte stare anche noi abbiamo fatto da tempo la nostra scelta: siamo contro lo sfruttamento e la precarizzazione costante e progressiva delle nostre vite, sempre più in balia dei ricatti di un mondo del lavoro che sfrutta e sottrae diritti con il consenso della classe politica al governo. Siamo contro il JOBS ACT e il governo che con questa riforma attacca direttamente le nostre vite, le nostre future possibilità, il nostro presente già estremamente precario. Siamo dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta per i loro diritti a cui vanno tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà.

Rilanciamo per queste ragioni lo sciopero sociale del 14 novembre, data in cui mobiliteremo e porteremo nelle strade di questa città la nostra rabbia e la nostra volontà di riscatto.

VERSO IL 14 NOVEMBRE! STOP SFRUTTAMENTO STOP PRECARIETA'! SCIOPERO GENERALE SUBITO!


   

da Collettivo autogestito Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2014 alle 19:42 sul giornale del 31 ottobre 2014 - 577 letture

In questo articolo si parla di attualità, Collettivo autogestito urbino

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