Le Associazioni a difesa del Cras, Centro Recupero Animali Selvatici

Cras, Centro recupero animali selvatici Pesaro e Urbino 3' di lettura 27/02/2015 - La grande pressione esercitata in questi giorni dall'opinione pubblica e gli incontri che si sono susseguiti alla ricerca di una soluzione, non hanno evitato che a partire dal 1 marzo il Centro Recupero Animali Selvatici sospenda la propria attività.

Però non è stato tutto inutile, anzi, la politica dovrebbe aver compreso bene la portata del problema e dal primo minuto dopo la mezzanotte se ne renderanno conto anche Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale che sentiranno i cellulari del CRAS rispondere "che è spento". Se ci saranno animali selvatici feriti o uccisi sulle strade o finiti in chissà quale guaio cercheranno di far ricorso al servizio veterinario della USL, che non è mai stato pronto a questa incombenza e ora lo è anche meno.

In questo periodo il Cras compie di solito 4-5 interventi al giorno sul territorio ma non bisogna dimenticare che ogni giorno, presso il Centro di Cà Girone, vengono normalmente accuditi e sfamati una cinquantina di animali in degenza e altrettanti si sveglieranno dal letargo nelle prossime settimane: molti di questi animali sono frutto di “sequestri giudiziari”.

Gli appelli fatti dalla popolazione e dalle associazioni hanno ottenuto la promessa da parte della Regione Marche di occuparsi di questo servizio appena la legge conferirà alla stessa la competenza, nonché la disponibilità di MEGAS a vagliare ogni possibilità affinché gli operatori del Cras, di fatto suoi dipendenti, possano tornare al più presto al lavoro. Non c'era però nulla, a quanto pare, che potesse destare dal suo torpore e dal senso di smobilitazione la Provincia, con l'attuale Presidente Tagliolini che dice di essere senza fondi e con quello precedente, Matteo Ricci, che ha colpevolmente trascurato le prospettive che a medio termine apparivano già complicate per il Cras, trattato come fosse niente più che un appendice - per giunta un po’ fastidiosa - dell'Ufficio Tutela e Gestione della Fauna Selvatica, volgarmente conosciuto come “Ufficio Caccia”.

Nelle trattative di questi giorni è emerso come il Cras fosse da tempo un servizio a termine e quel termine, il 28 febbraio, lo conoscevano in tanti, ma quando c'era ancora il tempo per intervenire la giunta Ricci era probabilmente già impegnata nella campagna elettorale dell'attuale sindaco di Pesaro e nella sua sempre più paradossale carriera politica, tipico esempio di meritocrazia all'italiana.

A Tagliolini che si ritrova nelle mani questa patata bollente ricordiamo che il recupero, la cura e la riabilitazione della fauna selvatica non è una fissazione di ambientalisti ed animalisti: è un dovere degli enti locali sancito da una legge nazionale, la 157 del 1992, e fino a che la Regione non se ne prenderà carico, corre l’obbligo alla Provincia di occuparsene.

La Lupus in Fabula
ENPA - Pesaro
OIPA - Pesaro
LAC Marche
Legambiente Pesaro
LIPU Pesaro
ANPANA
LAV Pesaro/Fano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2015 alle 17:01 sul giornale del 02 marzo 2015 - 474 letture

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