Cagli: lo spettacolo di Giobbe Covatta per sottolineare l'emergenza clima

3' di lettura 02/03/2015 - Secondo lo studio condotto dall'Assam il 2014 è il nono anno consecutivo più caldo della norma a conferma del progressivo riscaldamento che stanno subendo le Marche da qualche decennio.

Il 2014 è stato un anno record per le temperature: il più caldo, per le Marche dal 1961, con un valore medio di 14,5°C che supera di ben +1,3°C la media storica 1961-2000. È stato abbattuto anche il precedente record di 14,3°C che apparteneva agli anni 1994, 2007, 2012. Il 2014 è stato anche più piovoso rispetto alla norma, come i due anni precedenti: sono state registrate precipitazioni di 1007 mm, con un incremento del 20% rispetto al valore del quarantennio.

Nel dettaglio mensile, si nota una prima parte dell'anno particolarmente piovosa, raggiungendo un quantitativo di pioggia pari all'80% del totale che in regione di solito cade in un intero anno, con il particolare della Provincia di Pesaro e Urbino che ha addirittura raggiunto il 90%. La provincia di Pesaro-Urbino è stata quella che ha subito i fenomeni più intensi e duraturi con un totale medio provinciale di pioggia caduta pari a 97mm, valore elevato che vale più del doppio della precipitazione che di solito cade nell'intero mese di febbraio (pari a 54mm, media del periodo di riferimento 1981-2010) e circa il 50% della normale pioggia dell'intera stagione invernale (195mm).

L’emergenza clima è sempre più drammatica e non agire è da irresponsabili. Proprio per questo dichiara – Gianluca Carrabs, amministratore unico dell’ASSAM – insieme al Sindaco di Cagli Alberto Alessandrini e all’Assessore alla Cultura Maria Assunta Valori abbiamo voluto promuovere questo spettacolo per sensibilizzare i cittadini in modo tale che questa tematica non sia più argomento racchiuso nella cerchia di pochi scienziati, ma con uno spettacolo teatrale possa coinvolgere tutti.

Nel mio spettacolo – afferma Giobbe Covatta – descrivo l'estinzione dell'uomo fra 100 anni allo scadere proprio dell'aumento del sesto grado della temperatura del pianeta. Parlo di 100 anni perché sono gli anni 'sentimentali', in cui riesco a conoscere i miei bisnonni e i miei nipoti, quindi le scelte che faccio hanno un immediato e sentimentale riscontro personale. Lo spettacolo è ambientato nel futuro, nei diversi periodi in cui la terra sarà più calda di uno, due, tre, quattro, cinque, sei gradi.

I nostri discendenti, insieme al nostro patrimonio storico e culturale, avranno ereditato anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. E come sarà più caldo di un grado rispetto a oggi? E quando i gradi saranno due? E sei? I modelli matematici ci dicono che i nostri discendenti si dovranno adattare a un pianeta molto meno ospitale, se sin da oggi non cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente, della sovrappopolazione e dell’energia.

Certo, l’uomo non perderà il suo ingegno: Giobbe si immagina già le stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche che si metteranno a punto per far fronte all’emergenza ambientale e sociale. E la comicità di quanti saranno indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni. Probabilmente i nostri discendenti ce l’avranno un po’ con i loro antenati, che giudicheranno severamente.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2015 alle 12:27 sul giornale del 03 marzo 2015 - 576 letture

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