Le Acli si rinnovano nella continuità dei valori

4' di lettura 09/03/2015 - Si è svolta sabato 7 marzo presso il centro pastorale diocesano di Fano il Consiglio provinciale delle Acli aperto ai presidenti di circoli. Il coraggio di cambiare e di riposizionare il movimento rimanendo però fedeli ai propri valori, questo l’obiettivo che le Acli Pesaresi si sono date.

Stiamo parlando di una realtà importante per storia e presenza nei nostri territori. Infatti, le Acli pesaresi con 6.620 soci nel 2014 rappresentano per numero di iscritti la prima provincia marchigiana. La compagine sociale divisa per fasce di età è così composta: 18/29 anni 740 soci pari al 12% (molto al di sopra della media nazionale che è del 4,0%); tra i 30/44 1424 soci 22%; tra i 45/64 2328 soci 37%; over 65 1980 soci 24% ed infine un gruppo di 148 giovanissimi compresi tra 10/17 anni. Le Acli pesaresi risultano anche in controtendenza rispetto al dato nazionale per la presenza della componente femminile, pari al 30%, contro una media nazionale del 23%.

Le Acli sono da sempre per la loro storia un luogo dove anche nei piccoli centri, nei piccoli paesi spopolati, offrono un punto di aggregazione sociale ed è per questo che la loro capillarità fa si che corrispondano ad un numero alquanto significativo 50 Circoli su i 60 comuni della Provincia. I Circoli rimangono il punto di forza dell’organizzazione che a fianco ad una rete di servizi quali il Patronato, il Caf, il punto famiglia sono presenti nel capoluogo Pesaro ma anche su territorio a Fano, Urbania e Cagli. Le attività aggregative sportive sono invece promosse dal US Acli che conta nel 2014 1200 iscritti nella provincia, suddivisi per 8 società sportive che spaziano dalle arti marziali al basket, dal nuoto al calcetto.

Ad aprire i lavori una riflessione dell’assistente religioso Don Piergiorgio Sanchioni sul ruolo delle Acli nel rapporto con la chiesa di Papa Francesco; ricordiamo che in occasione dei 70 anni dell’associazione anche le Acli pesaresi andranno Roma il 23 maggio per l’udienza con il Pontefice. A seguire, la relazione del Presidente provinciale Maurizio Tomassini, il quale ha ribadito che le Acli sono da sempre luoghi dove i cittadini si incontrano per condividere sia momenti di aggregazione ma anche luoghi dove si rafforzano i valori di fare comunità, oggi più che mai necessari per contrastare l’isolamento e la sfiducia dovuti alla grave crisi economica. È da questi luoghi che è necessario ripartire per tornare ad essere un grande movimento popolare. Un movimento vicino alla gente, vicino ai giovani, a coloro che il lavoro ce l’hanno, ma soprattutto vicino a coloro che vivono situazioni di disoccupazione o precariato. Le Acli pesaresi hanno certamente un grande compito per i prossimi anni, come lo ebbero nello scorso secolo: quello di sostenere i diritti delle giovani generazioni, valorizzando contemporaneamente un ruolo costruttivo e inclusivo degli anziani. Hanno ed avranno il compito di aiutare la politica, la buona politica di cui sentiamo tutti una grave mancanza, a trovare un patto con la società, per “sortirne insieme” come ci ha insegnato Don Milani e per garantire al nostro paese la stabilità che si merita.

Nella mattinata i lavori sono proseguiti con l’approfondimento delle tematiche del “come cambiare e come innovare”, a partire da una prima analisi delle criticità e delle potenzialità che presentano oggi i circoli. Gradito anche perché non previsto, l’ intervento del Vescovo Mons. Trasarti, che portando i suoi saluti alle Acli, come è nel suo stile, ha spronato i dirigenti ad essere attenti ai valori dell’associazione che si fondano sul primato del lavoro, sull’ispirazione cristiana ed anche sulla fedeltà ai valori democratici. Proprio su questo tema il Vescovo ha ribadito che in democrazia occorre rispettare le regole dell’alternanza che va praticata e non solo messa sulla carta.

Infine, ci si è dati un compito collettivo e condiviso. Assistiti da un ricercatore esperto in progettazione partecipata e analisi dei contesti associativi, Pier Paolo Inserra della Parsec di Roma, tutte le Acli provinciali con i loro 50 circoli saranno al centro di un processo di analisi organizzativa per verificarne lo “stato di salute”. Con un’operazione di ricerca-azione finalizzata a fornire ai dirigenti stessi una lettura attenta della situazione locale finalizzata ad individuare bisogni e proposte dei propri iscritti.

Dopo questo lavoro che impegnerà l’intero sistema Acli, la Presidenza avanzerà con un processo partecipato dal basso un programma operativo che si concluderà con il congresso provinciale per il rinnovo della cariche nel 2016.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2015 alle 18:02 sul giornale del 10 marzo 2015 - 400 letture

In questo articolo si parla di attualità, Circolo Acli Pesaro

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/aguB





logoEV
logoEV