Gli universitari di Pesaro Studi incontrano il Rettore: "Siamo una risorsa per la città"

Urbino: presidio studenti della Pesaro Studi davanti al rettorato della "Carlo Bo" 3' di lettura 18/03/2015 - Martedì mattina il Senato Accademico di Uniurb si è riunito e, secondo quanto riferito negli scorsi giorni, avrebbe dovuto ‘legiferare’ circa le sorti di Pesaro Studi.

La riunione del Senato Accademico avviene in seguito ad un’assemblea studentesca tenutasi lunedì, alla quale il Sindaco Matteo Ricci ed il Rettore Vilberto Stocchi erano stati invitati. Tuttavia, nessuno dei due si era potuto presentare.

Ma gli studenti martedì mattina hanno comunque portato il loro messaggio al Rettore Stocchi tramite una delegazione di studenti, giunta ad Urbino in rappresentanza dei tre corsi attivi a Pesaro Studi (Lingue e Culture Orientali, Scienze della Comunicazione ed il terzo anno della triennale in informazione Media e Pubblicità).

Il rettore ha comunicato al gruppo di studenti che la scelta definitiva non verrà presa questa settimana, bensì nel prossimo mese di aprile. Un’ulteriore incontro tra gli studenti che frequentano la succursale di Pesaro, Sindaco e Rettore è prevista per questo giovedì.

Intanto su Facebook sono comparsi dei gruppi attraverso i quali gli studenti coordinano la mobilitazione, che si sta organizzando in numerose attività. Tra queste, quella proposta dalle lettrici di tenere delle lezioni di lingua cinese ed araba in piazza, come forma di manifestazione pacifica a cui tutta la cittadinanza sarà invitata a partecipare.

A creare malcontento tra gli studenti che si pongono contro lo spostamento dei corsi nel polo di Urbino, le dichiarazioni pubblicate sui social dal Sindaco Ricci: “Il decentramento universitario per me e' finito, sono già troppe le università in Italia figuriamoci le sedi decentrate. La nostra università e' orgogliosamente quella di Urbino. Inoltre con la situazione difficilissima degli enti locali e' impossibile per un comune continuare a spendere oltre 700 mila euro all'anno per sede decentrata. Le soluzioni sono due. O l’Università riporta tutto da ottobre a Urbino e noi diamo un contributo di 150mila euro a l'anno con convenzione. Oppure i corsi finiscono il triennio a Pesaro e noi per altri due anni ci sobbarchiamo spese per 400mila all’anno (affitto e spese basilari per il funzionamento della struttura, ndr). Il comune in questa era geologica deve pensare a sue competenze educative, asili e edilizia scolastica. Per studenti Pesaro Studi e' comunque garantita la continuità del percorso intrapreso”.

Il Comune di Pesaro dovrebbe comprendere che per questa città noi rappresentiamo una risorsa e non un peso - dichiarano gli studenti nella riunione tenutasi martedì pomeriggio -. Ci sono dei locali nei pressi dell’Università che senza di noi non esisterebbero nemmeno. A desiderare l’istituzione del corso di Lingue Orientali qui a Pesaro è stata la stessa Amministrazione comunale di alcuni anni fa, perché avevano capito che avrebbe portato le opportunità commerciali che la città era pronta ad accogliere. Lo spostamento dei corsi di Lingue Orientali e di Comunicazione ad Urbino rappresenterebbe una perdita anche per i cittadini pesaresi e non solo per noi studenti’.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2015 alle 08:47 sul giornale del 19 marzo 2015 - 383 letture

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