Profughi di Fano, a fine mese il trasferimento ad Acqualagna

1' di lettura 30/03/2015 - I rifugiati politici che sabato 28 marzo hanno protestato per l'interruzione di luce e gas al Plaza saranno trasferiti ad Acqualagna fra il 31 marzo e i primi giorni di aprile.

Non si placano i clamori intorno alla vicenda. Gli screzi tra il proprietario dell'hotel Plaza, che ospita i profughi, e l'associazione 'Incontri per la democrazia', che si occupa del loro mantenimento, è culminata con l'interruzione delle utenze e della fornitura pasti da parte dello stesso albergatore Calamandrei: l'associazione umanitaria sarebbe rea di non aver pagato gli ultimi due mesi per tutti i servizi necessari all'alloggio dei quaranta ragazzi nonostante il contratto scada alla fine di marzo.

La decisione, che si poteva già desumere sabato mattina, a ridosso della protesta, dalle furenti esternazioni dei volontari, i quali si sono scagliati contro 'l'indifferenza dell'amministrazione comunale', è stata resa pubblica nelle ultime ore: i profughi hanno trovato una nuova sistemazione e alloggeranno nell'entroterra, precisamente all'hotel Domus Mariae di Acqualagna, dove, secondo qualcuno, 'saranno lontani da occhi indiscreti e non potranno nuocere alla bella imagine del turismo marittimo e balneare di Fano'.

Telefonando alla struttura del paese del tartufo, il segnale è spesso occupato e una voce gentile annuncia che 'il proprietario è assente': sono tanti i timori e le preoccupazioni per un fatto di simile portata che agita l'opinione pubblica nazionale e locale.

Nel frattempo, alcuni gruppi politici di estrema destra, tra cui Forza Nuova, hanno indetto manifestazioni proprio ad Acqualagna, sotto l'albergo che ospiterà i profughi, per contrastare 'lo scandaloso business immigrazionista' con cui, a detta loro, gli imprenditori del turismo farebbero soldi facili 'ospitando immigrati a spese degli italiani'.






Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2015 alle 12:30 sul giornale del 31 marzo 2015 - 655 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Francesco Gambini

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