Beatificazione di Maria Teresa Carloni, editto dell'Arcivescovo di Urbino mons.Tani

Maria Teresa Carloni 12/11/2015 - Urbino terra di storia, duchi,poeti, pittori e santi. Sono giornate particolari per la chiesa urbinate, che vivrà il suo fine settimana all’insegna dell’ecumenismo con le porte aperte per la prima volta del monastero di clausura di santa Chiara alla cittadinanza per l’incontro di preghiera con un rappresentante della religione induista.

Ma la notizia del giorno, tenuta nascosta, anche per gli impegni del Convegno nazionale di Firenze, che ha mandato in fibrillazione anche gli uffici della curia è l’atto ufficiale, Editto, che l’arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, mons. Giovanni Tani, ha firmato e reso pubblico con data in calce del 9 novembre 2015, per “rimettere con debita sollecitazione al Tribunale Diocesano di Urbino, qualsiasi scritto, notizie, miracoli, che possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità della Serva di Dio, Maria Teresa Carloni, qualora non sia già stato consegnato alla Postulazione della Causa. Ricordiamo,prosegue l’Editto che col nome di scritti non si intendono soltanto le opere stampate, già raccolte in 15 libri dalla Carloni, ma anche i manoscritti, i diari, le lettere ed ogni altra scrittura della Serva di Dio’’.

Ma chi era Maria Teresa Carloni? Uno dei pochi testimoni viventi che conobbe Maria Teresa è Giuseppe Mangani, diacono di 81 anni di Urbania come la Carloni. “Sono contento che in questi giorni si respiri aria di ecumenismo nella nostra arcidiocesi, perché Maria Teresa Carloni è stata una paladina della chiesa ecumenica, soprattutto della chiesa perseguitata dell’Est, che viveva perseguitata dal regime comuinista’’. Maria Teresa Carloni era nata a Urbania l’8 ottobre 1919 da famiglia aristocratica. Rimase orfana dei genitori quando aveva quattro anni e continuò a vivere a Urbania con la nonna, che le morì quando Maria Teresa aveva 33 anni e si era laureata in pedagogia all’Università di Urbino agli inizi degli anni Cinquanta. Divenuta crocerossina si trasferì a Roma, dove lavorò assiduamente ad un ospdale e dove conobbe l’unico amore della sua vita, un medico che le morì tra le braccia, in un coprifuoco. Da allora la sua vita divenne una missione per i più sofferenti, i lebbrosi aGenova, i fanciulli spastici a Milano. Ritornata a Urbania nella sua casa gentilizia, non faceva che condurre una vita di preghiera e di aiuti verso i vescovi perseguitati provenienti dalla Polonia, Cecoslovacchia e Ucraina. “In quegli anni frequentavo la sua casa, ha sottolineato Giuseppe Mangani, 15 anni più giovane di Maria Teresa. Ebbi modo di vedere che in quella ragazza minuta già si sentiva la fama di santità a cui poi si aggiunse la pratica di virtù eroiche. Erano gli anni in cui Maria Teresa iniziò ad avere sul suo cropo le prime stimmate e il processo di bilocazione. Nessuno sapeva, come riuscisse a compiere quei viaggi clandestini per andare a trovare il cardinale Wyszynxki, primate di Polonia, il giovane cardinale Woityla, e il cardinale di Zagabria Franjo Seper. Il rapporto di Maria teresa con le chiese dell’Est e con quella africana fu sempre aperto e all’atto di volere entrare nel monastero delle cappuccine di Città di Castello, il monastero di santa Veronica Giuliani di Mercatello, donò tutti i suoi beni alle chiese povere e perseguitate. In realtà Maria Teresa, continuò a svolgere la sua missione di suora laica nel suo paese e nel mondo. Anch’io ebbi la fortuna di conoscere quei grandi vescovi, in alcune occasioni in cui vennero a Urbania in casa Carloni e rimasi affascinato dalla loro semplicità e purezza d’animo. Vorrei sottolineare anche la frequentazione di questa fragile donna con i pontefici della sua breve esistenza. Venne ricevuta 14 volte in udienza da papa Pio XII, due da Papa Giovanni XXIII, 4 da Paolo VI e tre da papa Giovanni Paolo II, che aveva promesso che dopo il conclave, sarebbe andato a trovare Maria Teresa, ma che poi divenne il grande Papa della comunicazione interplanetaria’’. Ma perché Maria Teresa Carloni, dovrebbe diventare beata e aprirsi il processo che un postulatore ucraino, padre Volodymyr Pashkovsky, potrebbe portare agli onori degli altari, come santa? “Perché Maria Teresa ha tutte le virtù che portano alla santità. Chiediamo soprattutto ai figli di persone di Urbania, che trovino, testimonianze, episodi e fonti miracolistiche, che una piccola - grande donna come Maria teresa, nel suo itinerario terreno, ha certamente fatto’’. Maria Teresa Carloni morì a 64 anni il 17 gennaio 1982 per una peritonite inoperabile nell’ospedale di Pavullo di Modena.





Questo è un articolo pubblicato il 12-11-2015 alle 19:10 sul giornale del 13 novembre 2015 - 2051 letture

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