"Urbino, Gambini e Testoni", un'analisi, semiseria, dell'albero della discordia

"Urbino, Gambini e Testoni", un'analisi, semiseria, dell'albero della discordia 2' di lettura 20/12/2015 - Sempre come candidata nella lista Forza Urbino ho il dovere - non prendendola troppo sul serio - di un commento alla paginona che il 19 dicembre il Carlino ha voluto ridedicare alla “piramide della discordia” che avrebbe voluto essere un albero  di Natale. E, invece  di portare pace, ha provocato una curiosa guerra!

Da una parte i Verdi che, inevitabilmente, preferiscono gli alberi, come natura li fa così belli, ai pezzi di ferro come sono stati fatti, così discutibili. Dall’altra parte il Sindaco Gambini che, giustamente, trovandosi la piramide fra i piedi l’ha scansata sorridendo e non le ha dato peso. Vero è che fra un’assunzione di colpa ed un’affermazione d’innocenza si è dimenticato di dire e di fare scrivere che, la piramide, è costata almeno 6.000 euro e che Urbino è più famosa - quando tutti i giornali ne parlano - per la sua storia e per il suo Raffaello che non per una ridicola piramide perfettamente “a-natalizia”.

Ma c’è dell’altro, perché bisogna passare dai Gambini ai “Testoni”, naturalmente senza che le parole offendano. Infatti i Testoni ci sono. E così grossi che ben contengono la straordinaria preparazione umanistica dei due rappresentanti di Forza Urbino nel consiglio comunale. L’uno, il “testone” con il sigaro in bocca, è stato colto mentre assisteva, ridente, al montaggio delle ferraglie in piazza, l’altra ha fatto -con orgoglio e giusta presunzione- quello che sa fare meglio: ha taciuto! Viceversa, Sgarbi -colto da una passeggera sfortuna “all’Albero cardiocircolatorio” ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, pensando alla salute! E dal letto dell’ospedale emiliano, per consolarsi, ammira un’altra scultura puntuta, ma davvero giustamente famosa, la “Ghirlandina” di Modena. Già! La Ghirlandina, ci aiuta a concludere gli assunti passando ad un altro diminutivo. Diminutivo anagrafico, s’intende! Perché fra le “palle” colorate, della disputa “nazionale” di Urbino, ecco emergere la Signora Crespina. Ella ha tutte le colpe nel cognome. Non per nulla increspa le cose piane; E così, la sua solitaria decisione di proclamare bello l’Albero di ferro, mazza-fontana, ha increspato la tipica serenità natalizia, suscitando contrapposte avversità! Tuttavia e così’ sia! passato il Natale c’è sempre l’altra festa …. La Befana! …. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli urbinati di buon volontà!


   

da Francesca Brugnettini





Questo è un articolo pubblicato il 20-12-2015 alle 21:31 sul giornale del 21 dicembre 2015 - 1388 letture

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