Grande successo di pubblico e critica per la Boheme a Cattolica, venerdì si replica a Urbino

Grande successo di pubblico e critica per la Boheme a Cattolica, venerdì si replica a Urbino 3' di lettura 01/02/2016 - Quando è calato il sipario il regista e cantante Roberto Ripesi, si è fatto il segno della croce, perché la rappresentazione di Bohème di Giacomo Puccini al teatro La Regina di Cattolica, non solo ha avuto un grande successo di pubblico, il teatro gremito, ma anche da parte di numerosi critici musicali e musicologi, venuti per questa rappresentazione moderna, del capolavoro di Puccini, che la geniale inventiva di Roberto Ripesi e della scenografa Giada Pachiega, ha avuto una ventata di freschezza e di superamento di toni drammaturgici tradizionali, che erano alla base del libretto di Giacosa e Illica.

Quando uno spettacolo raggiunge la perfezione è merito di tutti, anche dell’ultimo tecnico del palcoscenico, come diceva spesso Giorgio Streheler per i syuoi capolavori scenici al Piccolo di Milano. E a Cattolica si è compiuto questo miracolo lirico, con un cast di cantanti che hanno addirittura superato se stessi. Un Cristiano Olivieri, nel ruolo di Rodolfo, che è entrato con pathos e commozione nel personaggio, affrontando le celebri arie pucciniane dell’opera, con grande equilibrio e notevoli capacità vocali. Una Mimì trascendentale, con la signora Palma, cattolichina, che ha aggiunto alle doti vocali, una grande interpretazione scenica, consumatasi nella morte nel letto di una casa disadorna, occupata abusivamente da artisti disoccupati. E che dire dell’atra coppia di bohemienne: Marcello, interpretato da Daniele Girometti e Musetta, dalla eccentrica e un po’ svampita nella scena, Kelly, Mc Clendon? Due cantanti, il basso-baritono e il contralto, che hanno dato vita ad una micro storia nella storia, il dramma esistenziale dei nuovi poveri della società contemporanea. >Voci possenti, equilibrio timbrico, un mix di sentimenti e fantasia, che si è coniugata, come per tutti i cantanti in scena con la bella direzione d’orchestra I Cameristi del Montefeltro, del maestro Massimo Sabbatini. Una nota o meglio un encomio,ai giovanissimi coristi de Le allegre note dirette dal maestro Fabio Pecci, sempre reattivi e presenti nel secondo quadro, di cui sono stati insieme ai cantanti i protagonisti in scena. Buona esecuzione vocale del Coro Lirico della Regina diretti dal maestro Gilberto Del Chierico, e tutti gli altri cantanti, il pesarese Giuseppe Lamicela in Schaunard, Robeerto Ripesi in Colline, Andrea Gamberini nel ruolo di Alcindoro, Michele Bocchini in Benoit, Fabio Luzi in Parpignol e Guglielmo Ugolini nel sergente.

La prossima rappresentazione di Boheme sarà venerdì 5 febbraio al Teatro Raffaello Sanzio di Urbino.

Boheme opera in quattro quadri, ispirata al romanzo di Henri Murger “Scene della vita di Boheme’’, ebbe da parte del libretto una gestazione laboriosa, per la difficoltà di adattare le situazioni e i personaggi del testo originario ai rigidi schemi e all’intelaiatura di un ‘opera musicale. L’orchestrazione della partitura procedette invece speditamente e fu completata nel dicembre 1895. Meno di due mesi dopo, il 1 febbraio 1896.
La Boheme fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, con Evan Gorga, Cesira Ferrani, Antonio Pini-Corsi e Michele Mazzara, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini, con buon successo di pubblico, mentre la critica abbastanza rigida, si dovette allineare al generale consenso.


   

da Paolo Montanari





Questo è un articolo pubblicato il 01-02-2016 alle 20:44 sul giornale del 02 febbraio 2016 - 1005 letture

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