Onde gravitazionali, il ricercatore Filippo Martelli: "Aprono all’umanità nuove prospettive"

Luca Ceriscioli, ha premiato i 10 ricercatori, in una cerimonia ufficiale a palazzo Raffaello in Ancona 3' di lettura 23/02/2016 - E’ certo una scoperta che porterà al premio Nobel per lo scienziato americano che insieme a 1418 ricercatori di tutto il mondo, fra cui 10 italiani , in particolare provenienti dall’Università di Urbino, hanno portato ufficialmente a conoscenza l’11 febbraio 2016, delle onde gravitazionali.

Ne parliamo con il fisico delle particelle elementari Filippo Martelli, che vive con la sua famiglia e lavora a Urbino da 20 anni, che fa parte di questo straordinario team.

Martelli qual è l’importanza di questa scoperta?

“Da quando Galileo Galilei ha puntato il telescopio al cielo, si sono fatte tantissime scoperte astronomiche, ma tutte guardavano la radiazione elettromagnetica. Le onde gravitazionali aprono all’umanità nuove prospettive potendo osservare uno spettro nuovo di radiazioni e vedere fenomeni prima sconosciuti. In sostanza con le onde gravitazionali abbiamo potuto osservare la collisione di due buchi neri in fase finale di una stella di grande massa e di conseguenza si crea una “lacerazione’’ dello spazio tempo, ipotizzato dalla relatività generale’’.

Cent’anni fa Einstein ipotizzò l’esistenza, nella teoria della relatività generale, l’esistenza delle onde gravitazionali. Ma non riuscì a dimostrarle. Ora siamo di fronte ad un’altra rivoluzione della fisica?

“Certamente è una scoperta rivoluzionaria come il busone e la particella di Dio, che noi scienziati confermiamo. Esiste un momento che il creato ha avuto un big bang, un’esplosione cosmica che ha origine divina. Quando guardo lontano vedo nel tempo il passato. Infatti guardando con i telescopi più potenti non si può arrivare a vedere oltre i 380.000 anni .’’

Ci spieghi come è avvenuto il coinvolgimento del team urbinate a questa sensazionale scoperta.

“L’annuncio dell’esistenza delle onde gravitazionali è arrivato in diretta da cascina vicino a Pisa l’11 febbraio 2016 alle ore 16,30. La sede toscana ha laboratori dove noi del dipartimento urbinate operiamo, nell’ambito di Virgo gruppo di ricerca europeo in collaborazione con Ligo il più grande osservatorio mondiale sdi onde gravitazionali. Sono stati i due interferometri laser situati negli Usa a coptare le onde. In Italia vi è uno strumento analogo a Cascina, sede del progetto europeo. Al momento, però, l’interferometro italiano non è attivo perché si trova in una fase di aggiornamento che lo porterà ad avere la stessa sensibilità di quelli americani. Con questa scoperta vi sarà un nuovo inzio di scoperta dell’universo. Per l’Università di Urbino, in particolare per noi 10 ricercatori i tempi non sono stati facili.

Agli inizi degli anni ’90 a Urbino, anche la connessione alla rete era instabile. L’istituto di fisica era appena nato e si stava sviluppando grazie ai finanziamenti provenienti dall’Infin (Istituto nazionale di fisica nucleare. Nei primo anni, mi sono occupato di neutrini poi mi sono immerso nella ricerca delle onde gravitazionali. Per noi fisici che mandiamo avanti la parte costruttiva, dobbiamo viaggiare continuamente per fare esperimenti necessari alla ricerca, e questo in quest’ultimo periodo, dove sono particolarmente occupato con l’insegnamento, diviene particolarmente gravoso. Qui a Urbino non hanno mai costruito dei laboratori. Se avessimo qui dei laboratori sarebbe più facile per me fare ricerca ‘’.

Intanto la Regione Marche nella figura del Governatore Luca Ceriscioli, ha premiato i 10 ricercatori, in una cerimonia ufficiale a palazzo Raffaello in Ancona.


   

da Paolo Montanari







Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2016 alle 14:21 sul giornale del 24 febbraio 2016 - 745 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbino, luca ceriscioli, ricercatori, Paolo Montanari, articolo, onde gravitazionali


logoEV
logoEV