Apecchio: Venerdì presentazione del libro “Il burattino uno di noi” di Marco Gasparini

4' di lettura 05/04/2016 - Venerdì 8 aprile 2016 alle ore 21.00, nel Teatro G. Perugini di Apecchio (PU), all’interno dell’iniziativa “il mese della famiglia” organizzata dal Comune di Apecchio, si terrà la presentazione del libro “il burattino uno di noi”, di Marco Gasparini, giornalista, Vice Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola, e collaboratore del Giornale del Metauro e del Nuovo Amico.

L’iniziativa, voluta dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili, nonché dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Apecchio e con la collaborazione dell’Associazione Area Servizi di San Costanzo, si rivolge in modo particolare ai genitori e ai giovani con l’intento di esplorare il mondo giovane, profondamente permeato dall’influenza dei media digitali, all’interno del nucleo familiare che appare oggi estremamente indebolito a causa di fattori socio culturali.

Interverranno Lorenza Morganti, Consigliere Comunale del Comune di Apecchio, e Rachele Galvani giovane studentessa che leggerà alcuni brani del libro.

Prefazione al libro - di Maurizio Socci (Presidente UCSI Marche)
Siamo destinati alla felicità o all'infelicità? Domanda attorno alla quale ruota il senso di tutte le vite del mondo, io credo. La classica domanda che ci mette in imbarazzo, persino quando la rivolgiamo a noi stessi. Eppure, con lucidità e coraggio, e' di qui che parte il collega e amico Marco Gasparini nel suo "Il Burattino, uno di noi". Come il Geppetto del Collodi iniziò di notte la creazione del suo Pinocchio, è di notte che Gasparini inizia a modellare il suo Burattino. Cellulare, rubrica, domanda via sms a raffica: "Cos'è per te la felicità?". Cosa gli rispondono gli amici? Felicità come serenità, come gioire delle piccole cose, eppure/oppure come inarrivabile anelito. Lo scopo del sondaggio, per stessa ammissione di Gasparini, e' "raccontare la vita". Il Libro e' non altro che una lucida analisi dell'autore sulla realtà moderna, affrontata in modo moderno - interviste, testimonianze, test sul campo - mutuata dalla sua esperienza giornalistica. Ecco allora la felicità "commercializzata" dai mezzi di comunicazione, dell'avere ergo essere, quasi sempre dell'essere consumatore plagiato. Tipo: "Compra questi jeans e sarai come Belen". Questo, spiega Gasparini, in un contesto in cui la conoscenza "digitale" di una persona (tramite i famigerati Social Network) ha sostituito quasi interamente la conoscenza "analogica", del classico amico, quello vero, di quelli che nell'arco di una vita si contano sulle dita di una mano. È la Società della finzione, che si specchia, riconoscendosi, nella tv della finzione. Chi ci rimette? I giovani, “colpevoli” di esserlo, cioè di essere spesso abbandonati da quegli adulti che non si ritrovano nella realtà contemporanea In questo senso una tirata d'orecchie Gasparini non la risparmia neppure alla Fatina di Pinocchio: altro che saggezza, sorrisi, vestitino blu e bacchetta. Si vuole davvero incontrare i giovani? Jeans strappati, scarpacce e via andare. Gasparini lo fa: si arma di microfono, telecamera, faretto e sfida il popolo della notte discotecara di Rimini, per accorgersi che in fondo i giovani non desiderano altro che conoscere se stessi conoscendo gli altri. Insomma, sono alla caccia di persone “vere”. E chi era mai che voleva diventare “vero”? Proprio Pinocchio, che l'autore immagina di intervistare. Quanti Pinocchio ci sono oggi, tra i giovani? Costretti a dire, fare, perfino vestire sulla base di come la Società muove i loro fili. Quanti genitori di oggi, in stile Geppetto, si perdono i figli per strada, cercando di comprare il loro affetto e ritrovandosi nella pancia della Balena, senza capire dove hanno – abbiamo sbagliato? Esistono ancora le “Fatine buone”, in grado di portare il buon consiglio nella vita degli altri? Da quanti sedicenti amici, nello stile del Gatto e la Volpe, dobbiamo difenderci? Quanti moderni Lucignolo tentano di illuderci che il mondo sia un Paese dei Balocchi e che non servano studio, sacrifici e pazienza per ottenere risultati? Domande che certificano l'estrema attualità del Pinocchio Collodiano. Domande che Gasparini rilancia nel suo testo, in modo lungimirante, senza cadere nel rischio di dare facili risposte o banali ricette. Al contrario, collegandole a storie vere, di persone vere, di Pinocchi divenuti... bambini veri, dopo aver affrontato e risposto a quelle domande. E' questo il caso, toccante, di Lara, figlia di un tossicodipendente. O di Padre Beppe, che combatte col sorriso i Narcos in Colombia. O di Tatiana, Laureata in Economia, che ha capito come la vera ricchezza sia la felicità di aiutare gli altri. Già, la felicità. Il punto di partenza. E di arrivo. E di domanda, che avvolge “Il Burattino” che c'è dentro ognuno in noi. Chissà che questo libro non ci aiuti a diventare "bambini veri". Davvero.
Buona lettura!

   

dagli Organizzatori





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2016 alle 00:57 sul giornale del 05 aprile 2016 - 675 letture

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