La destinazione dei 25 profughi a Ponte Armellina, ospitalità o nuova ghettizazione?

ponte armellina urbino 2 2' di lettura 10/04/2016 - Sinistra per Urbino giudica grave la decisione di alloggiare 25 profughi giunti dall’Africa e dal Pakistan dopo sofferenze inimmaginabili, a Urbino 2, nel quartiere di Ponte Armellina. Riteniamo che il posto sia il meno adatto per un rapporto e uno scambio con la popolazione urbinate, cosa che lo status di profughi esige.

Infatti il quartiere oltre ad avere carenza di servizi come lamentano i suoi residenti, è lontano sia dal Centro storico che da altri agglomerati cittadini ed è abitato esclusivamente da famiglie di origine immigrata extracomunitaria con limitate risorse personali. Ci chiediamo chi possa aver preso una decisione di questo tipo, se una figura istituzionale o se dietro c’è solo un lauto business delle note cooperative.

Ovviamente alla base di questa scelta ci sono ampi margini di ritorno economico sia per la cooperativa che ha vinto l’appalto e riceve fondi statali per la sistemazione dei profughi in un quartiere dove i canoni d’affitto sono notoriamente bassi, sia per i proprietari italiani di quegli appartamenti che trovano difficoltà ad affittare e non vedono l’ora di liberarsene. Di certo riteniamo il luogo sbagliato e meno opportuno: più che ospitalità sembra che si possa parlare di ghettizzazione, con anche evidenti problemi di convivenza.

Ci chiediamo se anziché africani e pakistani, avessimo ospitato profughi della classe medio-alta, ad esempio di Germania o Stati Uniti, il luogo sarebbe stato il medesimo. Se la risposta dei nostri lettori fosse negativa, confermerebbe le nostre forti perplessità. Il nostro Paese, in mancanza di una presenza di una forte formazione politica di sinistra che come per il passato li possa combattere, è percorso da ignobili venti di razzismo di classe, che ha contagiato istituzioni, partiti e operatori. A ciò, si aggiunge il sistema economico spregiudicato che ha visto nei profughi un’ottima occasione di guadagno. I popoli in povertà del Terzo Mondo vengono prima sfruttati nei loro Paesi dalle Multinazionali dei Paesi ricchi dell’”Occidente”, e poi quando stremati dalla fame e dalle guerre che l’”Occidente” esporta, giungono nei nostri paesi, diventano strumento di sfruttamento e di manodopera a basso costo per il nostro sistema o di lauti guadagni per la gestione profughi.

Sinistra per Urbino si impegna per ricostruire una forte sinistra nel nostro Paese esigenza fondamentale per tutti i lavoratori e i democratici, e nel frattempo continuerà a vigilare e denunciare ogni forma di discriminazione di classe e razzista.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2016 alle 22:58 sul giornale del 11 aprile 2016 - 631 letture

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