Questa sera allo Studio Mjras inaugurazione della mostra di Chris Rocchegiani

chris rocchegiani 2' di lettura 09/11/2016 - Giovedì 10 novembre, alle ore 21, nella sede di Studio Mjras (via Tomassini 7/a Urbino), si svolgerà il secondo appuntamento del ciclo “Animalie”, a cura dell’associazione culturale Fedora.

Nell’occasione, sarà inaugurata la mostra-installazione “Anima/animali” di Chris Rocchegiani con un incontro dal titolo “L’animale necessario”, svolto da Laura Chiarantini e Silvia Cuppini, docenti dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino.

Chris Rocchegiani, nata a Jesi nel 1977, diplomata all'Istituto d'arte della stessa città, si è formata all'Isia di Urbino: ha al suo attivo molte mostre personali e collettive non solo nelle Marche e a Urbino porta 5 dipinti a olio su tela, distici che illustrano la trasformazione, l'uscita dal corpo in cui l'animale diventa guida del passaggio. Il suo lavoro è rivolto ad evidenziare gli aspetti che rivelano tangenze tra la sfera animale e quella umana. Come gli animali anche gli uomini vivono in relazione fra loro, e sono chiusi dentro il cerchio della finitudine. Questa istallazione nasce da una riflessione sulla soglia che divide o unisce la vita e la morte nell’esperienza compiuta dall’animale.

Laura Chiarantini, docente di Biochimica, introduce il tema dell’animale necessario, prendendo le mosse da un mondo popolato da una fauna pressoché innumerevole alla quale si è aggiunta una altrettanto grande quantità di animali inventati dall’uomo (la chimera, il dodo come esempio) e quelli reinventati dagli scrittori. Verranno citati gli animali resi famosi da imprese eroiche, come Laika, per concludere con l’uso metaforico dell’animale prevalentemente riferito all’universo femminile.

Uomini e animali costituiscono anche il filo narrativo della conversazione di Silvia Cuppini, docente di Storia dell'arte, che sulle tracce di una tradizione pittorica comporrà l’identikit dell’animale necessario, quello che l’artista sceglie come guida per decodificare il senso della storia che la sua opera racconta: l’agnello rende riconoscibile l’identità del Battista, il cane quella di San Rocco; le gallinelle recate dentro un nido dall’ancella posta in primo piano nella Visitazione del Barocci descrivono l’incontro fra due donne gravide.

L'incontro, a ingresso gratuito e aperto a tutti, si chiuderà con un momento conviviale.


da Associazione Fedora Urbino
Associazione di volontariato per la cultura





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2016 alle 19:06 sul giornale del 10 novembre 2016 - 252 letture

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