Terremoto, il turismo abbandona le Marche, l'appello degli operatori del settore

urbino 2' di lettura 15/11/2016 - “Il terremoto non ha mietuto solo vite umane ma sta uccidendo anche il turismo nelle Marche” questa affermazione forte fatta da un operatore di Urbino titolare di un agriturismo tematico e che lavora ogni anno con centinaia di scuole a fronte delle disdette che sta ricevendo.

Purtroppo la medesima situazione la si rileva nelle strutture di molti dei suoi colleghi: una kermesse di disdette “causa terremoto”.

“È un fenomeno ingiustificato” tuona il collega proprietario di un albergo nella medesima città e “le Marche del Montefeltro sono alla stessa distanza dall’epicentro di Roma ma la gente associa le Marche tutte al terremoto”.

Non è bastato l’appello del sindaco e dell’assessore alla Rivoluzione Vittorio Sgarbi alla ragionevolezza e alla calma anche alla luce di un evento che tra sei mesi si può ripresentare in ogni dove e quindi rinunciare a visitare una della più belle zone dell’Italia centrale risulta ancora più irrazionale.

Centinaia di disdette fioccano tra i banchi delle reception di scuole che per “motivi di sicurezza” anche dopo conferma dei periodi rinuncia sotto la pressione delle richieste dei genitori e degli insegnati che reputano una omonimia un fattore giustificativo di sicurezza.

La situazione si era vista critica fina dal giorno dopo la famigerata data della prima scossa il 24 agosto, ma con la seconda onda d’urto il panico si è propagato e ha interrotto qualsiasi speranza di una ripresa della domanda.

Paradossalmente pur essendo tutto efficiente e aperto l’area risulta turisticamente desertica e non accenna nessun segno di ripresa: Musei, guide, custodi alòberghi una città a disposizione del nulla.

La situazione risulta alquanto critica e già le associazioni di categoria si stanno muovendo verso una richiesta di esenzione delle tasse comunali per il 2017.

Facciamo un appello: le Marche nord sono sismicamente sicure alla stessa stregua delle altre aree in Italia e abbandonare le Marche significa abbandonare un'economia che non ha bisogno solo dei contributi via sms ma anche di un economia reale fatta anche di turismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2016 alle 17:51 sul giornale del 16 novembre 2016 - 1031 letture

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