Referendum Costituzionale, il Circolo Legambiente "Le Cesane" di Urbino a favore del No

referendum costituzionale 3' di lettura 29/11/2016 - I soci di Legambiente di Urbino come tutti i cittadini d’Italia saranno chiamati il prossimo 4 dicembre a pronunciarsi sul quesito referendario, noto anche come legge Boschi-Renzi.

Il Direttivo dell’Associazione invita i cittadini e i propri soci ad approfondire i temi della Riforma e a partecipare al voto. Sollecitato ad esprimersi, dopo un attento esame, ritiene la riforma costituzionale una proposta confusa e pasticciata, che ha diviso il Paese su un tema, la Costituzione, su cui si fonda l’ unità nazionale, che non rispecchia lo spirito dei padri costituenti, che introduce uno squilibrio tra i poteri finendo col favorire le prerogative dell’ esecutivo, senza adottare adeguati contrappesi. Il futuro Parlamento sarà così composto da un Senato non eletto dai cittadini e da una Camera dei deputati composta in gran parte di nominati e di eletti grazie al premio di maggioranza, riducendo così il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti.

Preoccupa in particolar modo il mondo ambientalista anche la riforma del Titolo V, in quanto le Regioni verrebbero private di numerose materie di propria competenza (ma solo le Regioni a Statuto Ordinario, non quelle a Statuto Speciale, i cui ordinamenti di autonomia invece vengono conservati ). Le popolazioni locali verranno espropriate quindi della possibilità di difendere i loro diritti di fronte a progetti e grandi opere definiti di “interesse nazionale”. Attraverso la modifica del Titolo V viene sancito in Costituzione quel modello di sviluppo che è causa dell’attuale crisi economica, ambientale e sanitaria del nostro Paese, concentrando nelle esclusive mani del governo le autorizzazioni per infrastrutture, porti, piattaforme petrolifere, inceneritori, energia, ed eliminando qualsiasi partecipazione delle comunità e dei governi locali nelle decisioni. Si vuol piegare l’ambiente e la sua tutela alle logiche del profitto degli imprenditori dell’asfalto, del cemento, del petrolio, degli inceneritori: questo non porterà occupazione, ma ulteriori gravi e pesanti crisi ambientali. L’attuale governo ha già incrementato l’impiego delle energie fossili che hanno comportato un aumento del 2% delle emissioni della CO2 nel 2015: possiamo quindi immaginare cosa ci potrà riservarci l’immediato futuro se passa questa Riforma.

Inoltre la dichiarazione dello Stato di guerra, che secondo l’attuale Costituzione deve essere votata da entrambi i rami del Parlamento, con la Riforma potrà essere votata dalla sola Camera dei deputati; ciò non può non contrariare la nostra associazione che si basa sui valori della pace e dell’universalità.

Ci sentiamo quindi di condividere le preoccupazioni dell’Associazione “Libera” e di Don Ciotti, dell’Anpi e del suo Presidente Smuraglia, della Cgil e del suo segretario Camusso, della Fiom e di Landini, dell’Associazione “Agende Rosse” e di Salvatore Borsellino, dell’Associazione “Libertà Giustizia” e di Nadia Urbinati e Gustavo Zagrebelski, dell’Arci e di Francesca Chiavacci e Luciana Castellina, e dei vari intellettuali e personalità impegnati nella società civile, - Stefano Rodotà , Domenico Gallo, Barbara Spinelli, Lorenza Carlassare, Andrea Camilleri, Salvatore Settis, Sandra Bonsanti, Daria Colombo, Erri De Luca, Tommaso Montanari, Anna Falcone, Vittorio Emiliani, Giorgio Nebbia, Luciano Canfora, padre Alex Zanotelli , e tanti altri - che sono impegnati per il NO allo smantellamento della nostra Costituzione, e accogliamo il loro invito a votare No al referendum del 4 dicembre. Riteniamo che la Costituzione vada in primo luogo applicata, come ad es. quando all’art.9 prescrive che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.


da Legambiente
Circolo "Le Cesane" Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2016 alle 19:19 sul giornale del 30 novembre 2016 - 311 letture

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