Il “Fanfarron", la "Bella" e il "Cattivo"... ovvero: Gambini, Foschi e Sgarbi

municipio di urbino 4' di lettura 09/06/2017 - Riferiscono le cronache politiche che se lunedì 12 giugno, giorno di convocazione del Consiglio Comunale monotematico sul tema della riforma della sanità regionale, presente il presidente della Giunta regionale Ceriscioli, Elisabetta Foschi non si sarà spontaneamente dimessa, come hanno chiesto tutte le opposizioni, anche quelle non rappresentate in C.C., i consiglieri della minoranza, Pd, M5S, CUT, abbandoneranno per protesta la seduta.

Questo Aventino sarebbe una novità nel contesto urbinate ed Aventino pare sia destinato a diventare, a meno di un ripensamento. Vedremo. Stamane (venerdì ndr), infatti, il sindaco Gambini, con arroganza bugiarda e irresponsabile, ha difeso a spada tratta il comportamento di Foschi, sostenendo che avrebbe evitato conseguenze peggiori, e ha addossato la responsabilità di quanto accaduto alle “provocazioni” delle opposizioni. Qualsiasi persona dopo una dichiarazione del genere, avendo visto ed ascoltato la registrazione integrale della seduta consiliare del 29 maggio, chiamerebbe la neuro. Molto semplicemente, invece, il problema è che la cacciata di Sgarbi o della Foschi, aprirebbero di fatto la crisi irreversibile della Giunta e le conseguenti dimissioni del sindaco che ha imposto a suo tempo sia Sgarbi che Foschi nelle funzioni che rivestono. E quindi fa e continuerà a fare muro finché il muro non gli cadrà addosso.

Quanto a Foschi la sua elezione alla presidenza del C.C. determinò le dimissioni dell’assessore Ciampi e la spaccatura di Forza Italia (Forza Urbino), di cui entrambe facevano parte, alla faccia dell’ operatività e dell’antipolitica tanto sbandierate in campagna elettorale. Un mercanteggiamento per sistemare Foschi, non confermata alle elezioni regionali del 31 maggio 2015, secondo i classici espedienti della lottizzazione del potere. Roba da far impallidire quanto avveniva nella cosiddetta prima Repubblica.

Ma chi è Foschi che siede in Consiglio comunale ininterrottamente da 22 anni, dal 1995? Una carriera politica tutta nella destra fascista e post fascista, priva di acuti e di esperienza di governo, dal Fuan ad Azione Giovane, di cui è stata presidente provinciale, per assurgere, dopo Fiuggi, alla presidenza provinciale di Alleanza Nazionale e in questa veste accompagnatrice dei ras del suo partito in visita nel nostro territorio. E’ stata anche consigliere della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, ma soprattutto si è distinta per avere occupato contemporaneamente, si tratta credo di un record, le poltrone del Consiglio comunale urbinate, dell’allora Consiglio provinciale e di quello regionale. Al seggio in Regione era arrivata grazie ai voti che le aveva procurato il sindaco di Fano Aguzzi, poi diventato suo marito, soprattutto nei comuni di Mondolfo e San Costanzo. Come si vede madame è molto attaccata alle poltrone, anche se a parole lo nega. Nella “scheda” da lei redatta come consigliere regionale, esibisce un non meglio precisato impegno nel “campo della cultura” occupandosi in non meglio precisati, anche in questo caso, “lavori di restauro”. Ha avuto un cursus studiorum lento e accidentato, concluso da poco, sottolineando spesso di frequentare il corso di laurea in lettere classiche con specializzazione in archeologia. Insomma non ha mai lavorato, ma è riuscita ad essere indagata, con altri 65 consiglieri, per le “spese pazze” in Regione da cui poi è stata assolta. Si vanta di essere diventata consigliere comunale di Urbino a 20 anni (vedi scheda Con. Reg.), ma in realtà di anni ne aveva 22, meno un mese, è nata, infatti, il 20 maggio del 1973, ed è stata eletta nella tornata amministrativa del 23 aprile 1995. Un personaggio politico tutto sommato di modesta caratura, ma furba sì. Ha rinunciato, infatti, al vitalizio, che comunque il Consiglio regionale aveva deciso di abolire a partire dal 2016. In compenso, però, ha incassato circa 80 mila euro circa relativi alla quota dei contributi versati per l’accantonamento destinato al vitalizio (Il Resto del Carlino 4 dic.2013, Cronaca di Ancona). Perché attendere di incassare un vitalizio di circa 1.500 euro al compimento del sessantesimo anno di età? Meglio molti, benedetti e subito. Quella dei politici trombati e poi sistemati è una vergogna, ma ormai è come scoprire l’acqua calda ed è inutile rimasticare amaro richiamando la natura degli italiani, il nostro non essere una vera nazione, i nostri egoismi e corporativismi che ci allontanano dalla politica intesa come servizio per il bene comune. È un fatto che la politica che diventa professione corrompe se stessa. Possibile che un personaggio come Foschi debba continuare ad essere mantenuto a spese dei contribuenti ? Non abbiamo già dato abbastanza? E allora che vada a lavorare e, se le è rimasta un po’ di dignità, si dimetta da presidente del C.C. Avrà modo così di migliorare, se non altro, il suo record di durata come consigliere. Se ventidue anni le sembran pochi… !


   

da Ermanno Torrico
PCI Urbino





Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2017 alle 21:18 sul giornale del 10 giugno 2017 - 1940 letture

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