L'ultima trincea, l'esercito dello sgarbismo schiera le sue truppe

vittorio sgarbi 2' di lettura 12/06/2017 - In vista del Consiglio Comunale di mercoledì 14 che discuterà, su richiesta delle minoranze, la revoca di Foschi dall’incarico di presidente del Consiglio, l’esercito sgarbiano schiera sul “Carlino” le sue truppe in difesa di Foschi, ma soprattutto di Sgarbi.

Ancora una volta la “testa di ponte” è costituita dal “corniciaio” Balduini che ripete la supercazzola che la colpa di quanto accaduto è della minoranza consiliare che ossessivamente provoca Sgarbi. Rispolvera poi il processo di statalizzazione dell’Università, dimenticandosi che lui era in prima fila ad applaudire il vice ministro dell’Economia Baldasarri quando venne in Urbino per dire che il governo non avrebbe fatto nulla per fornire un finanziamento ordinario alla nostra università e proponendo di accorpare l’università di Urbino, insieme a Camerino Macerata e Ascoli, al Politecnico delle Marche. Ma non voglio perdere tempo con Balduini che si occupa di problemi più grandi di lui.

Sorprende invece, l’intervento, nella stessa pagina del “Carlino” di oggi (domenica ndr), dell’ex rettore Stefano Pivato che accusa i critici di Sgarbi di “provincialismo” e di “strapaese”, paragonando addirittura l’assessore alla cultura, a sprezzo del ridicolo, a “quei giovani rampolli dell’aristocrazia europea” che compivano il ‘Grand Tour’ in Italia per “sperimentare dal vivo modelli, insegnamenti e realizzazioni del Rinascimento”. Un viaggio allora faticoso attraverso luoghi impervi, come Urbino, dove ad esempio Goethe non venne. Ma oggi, l’isolamento di Urbino, secondo Pivato, è un’ autocondanna che gli urbinati si infliggerebbero, per una sorta di “leghismo antropologico”. Sgarbi sarebbe, invece, come un “viaggiatore” del “Grand Tour” che il cielo ci ha inviato per “togliere dalle pastoie del provincialismo la capitale del Rinascimento”. L’invito è di lasciar lavorare il nostro “viaggiatore”. Pivato non si schiera perché sarebbe sciocco in una polemica che sa solo di “strapaese”! Troppe sciocchezze e dette tutte insieme. Eppure le ha pronunciate un ex rettore che come storico ha fatto dello “strapaese” e del “leghismo antropologico” riminesi quasi una religione culturale e storiografica. Quanto al “Grand Tour” di Sgarbi, credo proprio che abbia bisogno di farne uno, ma alla rovescia: dall’Italia all’Europa. Purtroppo per lui, però, nessuno dei grandi musei e istituzioni culturali europei lo ha mai consultato o gli ha mai affidato l’organizzazione di una mostra. Il suo “tour” è tutto italiano ma per collezionare assessorati e incarichi i più disparati. Insomma, più che un “viaggiatore”, Sgarbi si comporta come quei turisti che imbrattano con il proprio nome il luogo visitato lasciando una traccia proprio perché non ne ha lasciata alcuna in loro.


   

da Ermanno Torrico
PCI Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-06-2017 alle 00:00 sul giornale del 12 giugno 2017 - 770 letture

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