Urbino, dall’Unesco al “porco-brado”

porco brado 3' di lettura 09/12/2017 - L’espressione spregiativa di “piazza più burina d’Italia”, sottoscritta da Cut e Urbino al Centro, è azzeccata e semmai riduttiva dell’incultura del Sindaco Gambini e della sua Giunta che hanno sfregiato con gazebo e meste bancarelle l’antica “piazza maggiore” o “piazza grande” che tutti gli urbinati conoscono come piazza Duca Federico.

Non bastasse hanno imbandito una festa all’insegna della porchetta,“porcobrado”, nell’antistante piazza Rinascimento. Le giustificazioni del Sindaco sono ridicole, una toppa peggio del buco.

Una vergogna in cui ha tentato di coinvolgere il Direttore della Galleria Aufreiter che, a suo dire, sarebbe stato d’accordo. Ma la piazza è comunale e il direttore della Galleria non doveva, né poteva, rilasciare alcuna autorizzazione che spettava, invece alla Soprintendenza regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Sgarbi, da parte sua, ha parlato di “orribili gazebo” che vanno rimossi, ma non ha perso l’occasione per sollevare strumentali e inutili polemiche nei confronti di Aufreiter mentre il controllo spettava in prima battuta proprio a lui e al suo assessorato e non ai vaniloqui del trio Vetri-Scalbi-Foschi, consiglieri all’uopo delegati dal Sindaco. E dire che Foschi nel suo curriculum vanta una laurea in lettere classiche, con specializzazione in archeologia, conseguita abbastanza di recente, ed esperienza di “componente missioni di scavo archeologico”!

Se il Sindaco o chi per lui, avesse letto la pubblicazione a cura del compianto Mario Luni dedicata ai reperti archeologici di origine romana e medievale rinvenuti durante il rifacimento della piazza, tra il 2008-2009, si sarebbe imbattuto anche sull’importante capitolo “La piazza Duca Federico ritrovata” che contiene, tra gli altri, la Relazione illustrativa sulla metodologia e le finalità connesse al rifacimento della piazza sottoscritta dall’autorevolissima Commissione presieduta da Antonio Paolucci, e mai avrebbe commesso una simile sciocchezza. Dispiace anche per don Franco Negroni, che ci ha lasciato prima dell’ultimazione dei lavori, a cui si deve la scoperta di un documento del 1722 in base al quale è stato eseguito il rifacimento in pietre e mattoni: una composizione simmetrica a quella del Cortile d’onore del quale la piazza anticipa l’ordine e i colori. Un “intervento sommesso e garbato - concludeva Paolucci - che, guidato da niente altro che dalla buona cultura e dal gusto, ricuce una sgradevole lacerazione del tessuto prezioso della città”.

Lacerazione che ha riproposto, pro tempore, il Sindaco Gambini che forse dimentica che Urbino è patrimonio dell’Unesco e uno dei più importanti siti del Rinascimento. Un sito delicato del quale è indispensabile comprendere la bellezza e l’unicità. Mette conto anche ricordare che la piazza è dotata di un delicato ed innovativo scarico per assorbimento delle acque meteoriche e che occorre non sovraccaricarla di pesi ed evitare un eccessivo calpestio.

Intanto Osvaldo Bevilacqua, il conduttore di “Sereno Variabile”, ha lasciato inorridito Urbino e segnalerà nella sua trasmissione l’ “oltraggio” patito dalla città. Come promozione niente male! Grazie Sindaco.


   

da Ermanno Torrico
PCI Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2017 alle 19:08 sul giornale del 09 dicembre 2017 - 805 letture

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