La “Visita alle 7 Chiese”, ecco come, da secoli, inizia il Venerdì Santo a Cantiano

turba cantiano|la turba| 3' di lettura 05/03/2018 - Cantiano, centro storico, ore 5,00 del mattino. È ancora notte quando un gruppo di ragazzi insonnoliti percorre le vie del paese con l’intento, sempre riuscito, di dare la sveglia a quanti sono intenzionati a partecipare alla Visita alle Sette Chiese (detta anche Giro delle sette Chiese) e indirettamente un po’ a tutti.

Allo scopo viene utilizzato uno strumento conosciuto in gergo col nome di battistrangola. Una tavola di duro legno sulla quale è inserita, da ciascun lato, una maniglia in ferro che, libera di ruotare, colpisce piastre di ferro producendo un gran fracasso. Così inizia a Cantiano la lunga giornata del Venerdì santo.

Una sveglia insolita questa, che segue un sonno nervoso e preoccupato. Ce n’è per tutti: dal parroco a cui attende una giornata faticosa tra funzioni e processioni, all’Amministrazione pubblica perché vuoi o non vuoi Cantiano si riempirà come al solito di tanta gente per assistere alla “Turba”, dalla casalinga intenta a preparare le prelibatezze del periodo (cresce, ciambelle, pasta e ceci, ecc.) a tutti i “turbanti” che di preoccupazioni e pensieri ne hanno da vendere.

La preghiera collettiva di tipo processionale conosciuta come Visita alle Sette Chiese, trovò in S. Filippo Neri (1515-1595), il suo più grande diffusore. Il Santo riprese probabilmente un’antica tradizione che interessava le principali basiliche romane, per rilanciarla e riproporla in veste nuova un po’ ovunque.

L’idea nacque soprattutto come contrasto alla fastosità e dissolutezza con cui veniva consumato, tanto nelle grandi quanto nelle piccole città, il carnevale. Si era nell’anno 1552. In questo periodo la stessa chiesa celebrava il concilio di Trento (conclusosi nel 1563), intesa a recuperare quel rigore che sembrava smarrito nelle stesse persone che invece dovevano esaltarlo.

Il “sette” non indicava soltanto il numero dei luoghi più santi di Roma da visitare per rinvigorire la fede, ma faceva piuttosto esplicito riferimento ad alcuni temi della passione sulla quale meditare (sette viaggi di Cristo nella Passione, le sette parole di Gesù in croce, i sette dolori della Madonna, ecc.).


Ancor’oggi il tragitto è rimasto immutato così come a noi pervenuto, trovando negli ultimi decenni nuovo e rinvigorito interesse. Una tradizione viva ed autentica, in grado di coinvolgere, in uno dei momenti più sentiti del Venerdì santo, sempre più ragazzi giovani. (Testo di Maurizio Tanfulli, Presidente dell’Associazione culturale Turba).

Per i visitatori che avranno scelto di fermarsi a Cantiano già dal Giovedì santo, il “giro delle 7 Chiese” sarà preghiera collettiva e momento di introspezione oppure un momento unico di esperienza condivisa con la comunità locale.

LA TURBA del Venerdì Santo - Il programma
Ore 05:00. Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli incappucciati
Ore 05:30. Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese”
Ore 15:30. Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore
Ore 16:30. Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa Collegiata a quella di S. Ubaldo
Ore 20:00. Per le vie del paese. L’attesa - introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese
Ore 20:45. Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda
Ore 21:00. Parco della Rimembranza. Ultima Cena
Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica
Ore 21:45. Piazza Luceoli. Processo e condanna
Ore 22:30. Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario
Ore 23:00. Colle S. Ubaldo. La Resurrezione
Ore 23:30. Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2018 alle 17:25 sul giornale del 06 marzo 2018 - 383 letture

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