Cantiano, aspettando la Turba del Venerdì Santo, si apre la rassegna “Percorsi Pasquali 2018"

4' di lettura 15/03/2018 - A Cantiano si prepara la Turba del Venerdì Santo anche attraverso un percorso che prevede una serie di appuntamenti culturali. Il primo incontro si terrà il prossimo sabato 17 marzo 2018, alle 17:30, presso il Chiostro S. Agostino.

A 80 anni dalla nascita della Turba moderna (1938-2018), si rende omaggio ai “Turbanti” (1), che, con impegno costante e affetto profondo, sono stati fondamentali per la Turba nella sua versione contemporanea.

“Celebrare il passato senza guardare indietro ma seminando il futuro. Sono trascorsi 80 anni da quando, nel 1938, una piccola rivoluzione modificò la forma della Turba, che di anni ne conta quasi 800, dall'antico rito professionale alla "moderna" forma teatrale.

Con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.

Ad alcuni che allora erano bambini o non erano ancora nati ma che sarebbero divenute colonne portanti della rappresentazione, giovani di oggi consegneranno attestati di ringraziamento costruiti di quel legno che sono la sostanza materica delle scenografie e da sempre la cifra identificativa della Turba..”

I prossimi incontri:

Venerdì 23 marzo 2018 - Dopo il Quaresimale - ore 21,30
Omaggio dei Cantori del "Miserere" di Gubbio che, da secoli, accompagno la Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo eugubino.

Sabato 24 marzo 2018 - Chiostro S. Agostino - ore 17,30
Presentazione del libro
La Fraternita del Buon Gesù nella Terra di Cantiano (Libro B) – 1576-1617 - Storie e testimonianze a cura di Maurizio Tanfulli

La TURBA, un po’ di storia…
1260-1400
- La manifestazione della “Turba” trae le sue origini nella metà del XIII° secolo, periodo in cui si assiste al grandioso sviluppo del movimento popolare dei “flagellanti”. Alla pratica della flagellazione e all’aspetto processionale, si affiancava non meno importante il canto che esortava alla penitenza, lo sviluppo del quale condurrà a quelle forme di sacra rappresentazione, che iniziarono a svolgersi nei sacrati e nelle piazze.

Nel giro di pochi anni tali movimenti si trasformarono da fatto puramente emozionale e legato a situazioni particolari di tempo e di luogo, a fatto istituzionale formalizzandosi attraverso la costituzione di confraternite.

1427, divenuta nel 1427 per volontà di San Bernardino da Siena Compagnia del Buon Gesù, ogni anno eleggeva “mazzieri e soprastanti la processione del Venerdì Santo” il cui compito era quello di organizzare una imponente processione con personaggi del vecchio e nuovo testamento. La “Processione del Venerdì Santo con Turba” si sviluppò e attraversò i secoli mutando l’ordine e la composizione dei personaggi che ne facevano parte, ma sempre mantenne quel carattere di religiosità popolare dalla quale aveva avuto origine.

1576, inizia la stesura del “Liber Societatis Boni Jesu Terrae Cantiani – B”, volume fortunatamente pervenutoci dell’antico sodalizio costituitosi sull’onda del movimento dei flagellanti, riformato intorno 1427 da San Bernardino da Siena. Molte notizie fanno riferimento alla “Processione del venerdì santo” come ad un qualcosa di già consolidato nel tempo.

1694, è l'anno in cui viene copiato da un “libro stracciato” della Societatis Boni Jesu Terrae Cantiani, l’elenco dei personaggi del vecchio e nuovo testamento che prendevano parte all’imponente processione del venerdì santo che si snodava per le vie del paese a cavallo tra il 1500 e 1600.

1700-1800, numerose notizie tratte dai libri della confraternita e le autorizzazioni rilasciate dall’autorità civile, testimoniano sulla presenza della processione con personaggi in costume la sera del venerdì santo, più propriamente detta “Processione del Venerdì santo con Turba”.

1920-25, periodo al quale si riferisce la prima documentazione fotografica della “Turba”.

1938, inizia la Turba moderna. Con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.

(1) “Turbanti”: neologismo tutto cantianese, coniato nel tempo, per definire coloro che si impegnano nella Turba” del Venerdì santo






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2018 alle 14:30 sul giornale del 16 marzo 2018 - 316 letture

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