Sgarbi eletto sindaco, la seconda “donazione di Sutri”

vittorio sgarbi|morgan|sutri| 2' di lettura 13/06/2018 - Dopo quella del 728 del re longobardo Liutprando a papa Gregorio II, adesso ci hanno pensato i cittadini del comune di Sutri, a mettere nelle mani del neo sindaco Sgarbi la loro città. Lo affiancherà in questa avventura, “a titolo gratuito”, il cantante Morgan.

Entrambi, dal palco, dopo l’annuncio della vittoria della lista “Rinascimento” con quasi il 60 per cento dei consensi, hanno cazzeggiato e concluso cantando “Ciao, ciao, bambina”, ma forse sarebbe stato più onesto cantare “Ciao, ciao Sutri” perché da quelle parti, come nelle precedenti esperienze di sindaco di S. Severino e di Salemi, lo vedranno poco.

Le opposizioni a Urbino l’hanno presa molto male: dai penta-stellati a “Urbino al centro”, passando per CUT e il PD, tutti criticano Sgarbi e il sindaco Gambini che continua a tenerselo stretto, manco fosse un collant Oysho, perché se licenzia Sgarbi cadrebbe la Giunta. Scaramucci che fino a qualche mese addietro continuava a sostenere che in fondo Sgarbi, al di là di tutto, fosse una “risorsa per la città”, adesso si pone il problema di una sua eventuale incompatibilità tra la carica di deputato e quella di sindaco. E continua a sbagliare ancora una volta, prova dello stato confusionale in cui versa il suo partito anche in sede locale. Il problema, in realtà, è politico e le opposizioni dovrebbero dare battaglia su questo terreno sia in Consiglio comunale,sia con pubbliche iniziative contro il sindaco e la sua maggioranza di figuranti che ormai, a sprezzo del ridicolo, non vogliono liberare la città da una presenza non solo inutile, ma dannosa per la stessa immagine di Urbino.

È ora di dire basta a un personaggio divisivo e politicamente inaffidabile che ha dato alla città molto meno di quanto abbia ricevuto. Ma c’è ancora una speranza, almeno per i cittadini di Sutri, perché il loro è il terzo comune la cui prima lettera è una esse, come S. Severino e Salemi, dove per Sgarbi non è finita bene. Sulle orme di Zelig, Sgarbi, il “più grande trasformista d’Italia”, fa incetta di incarichi e prebende apparendo sempre diverso ma sempre uguale.

Per chiudere una domanda: ma Sgarbi ha davvero rinunciato agli emolumenti che percepisce come assessore? Sono trascorsi diversi mesi da quando il sindaco disse che Sgarbi aveva manifestato l’intenzione di rinunciarvi, ma che ancora non era pervenuta agli uffici la necessaria formale richiesta. È possibile saperne di più? Su, sindaco, coraggio, ci faccia sapere.


   

da Ermanno Torrico
PCI Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2018 alle 17:10 sul giornale del 14 giugno 2018 - 558 letture

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