Nello Spazio K di Palazzo Ducale approda Media Montagna, la personale dell’artista Simone Cametti

Nello Spazio K di Palazzo Ducale approda Media Montagna, la personale dell’artista Simone Cametti 4' di lettura 21/09/2018 - Il 27 settembre alle ore 18.00 si inaugura, nello Spazio K Media Montagna, la personale dell’artista Simone Cametti, nuovo appuntamento di Cambi di rotta, progetto a cura di Umberto Palestini, nelle Grandi Cucine di Palazzo Ducale ad Urbino.

L’artista, nato a Roma, dove vive e lavora, si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente ha concluso gli studi alla Rome University of Fine Art, dove, dal 2015 è docente di Tecniche performative per le Arti Visive. Ha vinto diversi premi tra i quali: nel 2012 il Premio Terna 04, nel 2016 il premio Fondazione Aria, Spazio V.AR.CO., e il Premio Giovani indetto dall’Accademia Nazionale di San Luca. Il suo lavoro privilegia l’installazione per la creazione di spazi di grande suggestione emozionale.

Nell’introduzione alla mostra Umberto Palestini scrive: «Il titolo Media Montagna intreccia due coordinate concettuali: l’altitudine - mille, duemila metri sul livello del mare - dove Simone Cametti sviluppa molti dei suoi lavori, e il riferimento al movimento chiamato Nuovo Mattino, nato nei primi anni Settanta attorno alla figura di Gian Piero Motti, il quale aveva cercato di diffondere un nuovo modo di intendere l’alpinismo, depurandolo “di eroismo e gloriuzza di regime” per sintonizzarlo sui più vitali concetti di libertà, gioiosa accettazione dei propri limiti, trasgressione delle regole».

In tale contesto l’aggettivo medio diventa metafora di un luogo che, come sostiene l’autore, “non è meta o traguardo”, ma un territorio dell’anima: lo spazio in cui si svolgono le sue azioni, promosso a vero strumento espressivo.

Sia che rinverdisca con pigmenti naturali ampie distese erbose di montagna in procinto di seccarsi, che faccia risuonare le note di antiche canzoni di Tina Allori, celebre interprete italiana degli anni Quaranta e nonna dell’autore, in lontane cave di marmo norvegesi dalle quali fu estratto il marmo per realizzare la sua lapide funeraria, o che registri il rumore di sassi lanciati sulla superficie di laghi ghiacciati, per creare il suggestivo sound con il quale accompagnare due splendide fotografie in bianco e nero, l’artista mette in campo il sofisticato concetto di durata. Affrontare viaggi per raggiungere in solitaria gli sconfinati spazi delle cave di Larvik in Norvegia, del lago Blu nel New Hampshire, o abitare, con sentito trasporto, le cime del Gran Sasso nell’Appennino centrale italiano, diventa per Cametti un agire finalizzato alla ricerca di un nuovo accordo con la natura attraverso una profonda riflessione sul ruolo dell’artista.

L’opera di Simone Cametti si compone di gesti esemplari con i quali crea un’originale riflessione sullo spazio e sul tempo, un agire performativo che non si dissolve nell’aleatorietà dell’azione ma restituisce preziosi reperti che traducono con forza la sua cristallina personalità.

Simone Cametti nasce a Roma nel 1982 dove vive e lavora.
Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e, successivamente, conclude i suoi studi in scultura alla Rome University of Fine Art, dove, dal 2015, è docente di Tecniche Performative per le Arti Visive. Nel 2012 è stato in residenza al MAMM - Multimedia Art Museum Mosca, Russia, e dal 2015 ad oggi sta portando avanti un progetto di rigenerazione all’interno degli spazi di Dolomiti Contemporanee, nell'ex Villaggio ENI di Borca di Cadore, Belluno.
Ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in Gallerie e Musei, tra le più importanti possiamo ricordare: nel 2012 Propoli, alla Galleria Il Segno di Roma, nel 2016 Greenit, Galleria Francesca Antonini arte contemporanea, Roma e nel 2017, TINA, One Space One Sound 12, a cura di Anna Cestelli Guidi e Claudio Libero Pisano, Auditorium Parco della Musica di Roma. Tra le collettive: nel 2011, Ente Comunale di Consumo presso il Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma e Galleria Nazionale di Cosenza / Palazzo Arnone, nel 2012 ha esposto alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia, evento collaterale, Ateneo Veneto e Procuratie Vecchie, Venezia, all’interno della mostra nell’acqua capisco, nel 2013 ha partecipato ad Ostrale 013 International Austellung, Zeitgenössischer Künste, Dresda (D). Ha vinto diversi premi tra cui: nel 2012 il Premio Terna 04, nel 2016 il premio Fondazione Aria, Spazio V.AR.CO., e il Premio Giovani indetto dall’Accademia Nazionale di San Luca.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2018 alle 00:00 sul giornale del 21 settembre 2018 - 379 letture

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