Negozi diventati case per studenti in Via Battisti, discussa l'interrogazione di CUT Liberi Tutti

via battisti urbino 4' di lettura 01/10/2018 - Nella seduta del Consiglio Comunale del 26/9/2018 è stata discussa tra l’altro l’interrogazione presentata da CUT nella quale si esprimeva preoccupazione per alcune trasformazioni avvenute recentemente nel centro storico di Urbino con le quali sono state realizzate nuove residenze in locali posti al piano terra di edifici, peraltro prive di servizi igienici, come impone il D.M della Sanità del 1975, precedentemente utilizzati per attività commerciali, artigianali o terziarie. Ultimo caso eclatante in Via Cesare Battisti.

Nella stessa si evidenziava che il PRG non consente tale trasformazioni. Chiedevamo ancora come mai l’Amministrazione non avesse preso attraverso gli organi competenti iniziative di controllo e quali indicazioni volesse dare agli organi preposti alla vigilanza per porre fine ad una situazione indegna di una città sito Unesco.

Se si consente a locali destinati ad uso commerciale di essere affittati a studenti per uso abitativo, il centro storico si desertificherà ulteriormente di attività: nessuno ha interesse ad investire per migliorare la qualità dei locali.

L’assessore all’urbanistica nonché ingegnere Roberto Cioppi ha balbettato una risposta non consona al ruolo che ricopre, a distanza di un mese dalla nostra richiesta non ha trovato il tempo di informarsi né ha reso noto quali iniziative intende intraprendere. Sono stati eliminati i dirigenti per rendere tutto più trasparente e vicino alla gente invece siamo in una situazione di libero arbitrio.

Oggi incredibilmente l’Amministrazione comunale avalla trasformazioni edilizie che portano la residenza al piano terra degli edifici del centro storico producendo condizioni di vita che a Urbino si pensava fossero ormai superate. Altro che riportare famiglie nel centro storico; altro che favorire il permanere o l’ingresso di attività commerciali o produttive: ora si tollera che gli studenti possano abitare nei “bassi” degli edifici, in locali spesso umidi, che prendono luce ed aria direttamente dalla strada e, questo, anche nelle vie principali dalle città storica. È forse questa l’offerta turistica che L’Amministrazione Comunale nella persona dell’assessore all’urbanistica e turismo vuole favorire?

Tutto è finalizzato ad una bieca speculazione immobiliare effettuata sulla pelle degli studenti, che l’Amministrazione Comunale tollera, favorisce e fa finta di non vedere.

Eppure il Piano Regolatore è esplicito: “Particolari condizioni limitative delle destinazioni d'uso sono previste per il Centro Storico di Urbino, a motivo delle particolari tensioni abitative cui attualmente è sottoposto. Tali specifiche limitazioni sono:
- le destinazioni d'uso ammesse ai piani terra sono solo quelle afferenti alle attività artigianali, commerciali, direzionali e di pubblico servizio.(...) Lungo le vie e piazze principali del centro storico (via Raffaello, via Bramante, Piazza San Francesco, via Battisti, via Mazzini) le trasformazioni d'uso dei locali a piano terra devono tendere all'insediamento di attività commerciali, del piccolo artigianato di servizio e/o artistico e di pubblici esercizi ... sono escluse nuove destinazioni o l'incremento delle esistenti per residenze..." (TAV. 63 del Piano di Riqualificazione del Centro Storico di Urbino che ha come oggetto “DESTINAZIONE D’USO DEI PIANI TERRA).

E sì che di tecnici avveduti ce ne sono non solo negli uffici del Comune ma anche in posizioni rilevanti della attuale organizzazione politica: il Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica è un ingegnere che esercita la sua professione anche localmente; il Presidente della commissione consiliare Urbanistica e Lavori Pubblici con delega ai Lavori Pubblici è un tecnico che opera attivamente nel centro storico; l’Assessore all’istruzione, Polizia Municipale e UNESCO, è stato in passato assessore all’urbanistica ed ha promosso e gestito gli stessi strumenti urbanistici che sono ancora oggi in vigore e dunque li conosce bene. Dunque nessuno può dire “non lo sapevo…”. Intendiamo attraverso l’accesso agli atti, verificare se esiste incompatibilità tra il ruolo amministrativo che alcuni ricoprono e l’attività privata.

È incredibile che una città che è sede di un centro storico “sito UNESCO”, che in passato si è candidata come capitale culturale europea, che in tutte le sedi dichiara di voler promuovere la propria immagine per favorire lo sviluppo di un turismo di qualità, che si è sempre distinta per l’alto livello dei propri strumenti urbanistici, tolleri trasformazioni edilizie e urbanistiche che riportano a condizioni di vita e di degrado che ovunque, se ancora esistono, si cerca di superare.

Fortunatamente le norme urbanistiche parlano chiaro. Dunque gli organi politici prendano posizione e diano precise disposizioni agli uffici affinché si controlli la legittimità delle trasformazioni già eseguite e per il futuro, si applichi correttamente il Piano Regolatore generale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2018 alle 00:00 sul giornale del 01 ottobre 2018 - 4350 letture

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