La preoccupazione del Circolo Legambiente di Urbino per la realizzazione del gasdotto TAP

gasdotto 2' di lettura 19/11/2018 - Il circolo Legambiente “le Cesane” di Urbino manifesta una profonda preoccupazione per la realizzazione del Trans Adriatic Pipeline (TAP) sul territorio pugliese.

Attraverso una condotta sottomarina di 45 km nel mar Adriatico ed una interrata di 8,2 km si mette a serio rischio l’economia locale, perché il progetto prevede l’espianto degli ulivi, l’abbandono dell’agricoltura e del turismo nelle zone interessate. A questo va aggiunto che i lavori, iniziati nel 2015, non tengono conto del Decreto Seveso che dovrebbe prevenire i rischi legati alla vicinanza di grandi impianti industriali ad abitazioni e campagne.

Nonostante ciò nel 2014 il ministro dell’Ambiente del Governo Renzi ha firmato il decreto di compatibilità dell’opera che, una volta sbarcata in Puglia, continuerà il suo percorso attraverso la rete di gasdotti della Snam per raggiungere l'Austria e poi il resto dell’Europa.

Ma ci serve il gas dell’Azerbaijan? No, perché quello che importiamo è più che sufficiente, per cui l’esubero che si registra negli ultimi anni viene stoccato nei depositi, aumentando ulteriormente il rischio di esplosioni o fughe di gas.

Ma quello che preoccupa ancora maggiormente il nostro Circolo è il tratto di rete, gestito dalla Snam, che attraverserà l’Italia dalla Puglia (collegandosi al TAP) all’Emilia Romagna,coinvolgendo ben 10 Regioni.

Il percorso del gasdotto, lungo 687 km, oltre ad incidere negativamente sul paesaggio e sull’ambiente, attraverserà la faglia sismica appenninica (Amatrice, Norcia, Visso) e costeggerà aree abitate in totale spregio delle normative di sicurezza.

Il gasdotto attraverserà anche l’area montana della nostra provincia interessando tre Comuni, Apecchio, Mercatello e Borgo Pace, e si presenta estremamente devastante per un ambiente appenninico ancora intatto, perché andrà ad insistere pesantemente su un ambiente contraddistinto dalla presenza di frane attive, terreni fragili, aree rocciose, pendenze pericolose, corsi d’acqua, flora e fauna selvatiche, nonché da pregevoli siti collegati alla rete europea Natura 2000. I danni sarebbero irreversibili per l’ecosistema e il paesaggio, a partire da quelli derivanti dallo sbancamento di crinali e fondivalle e dalla costruzione, in aree fino ad oggi occupate da sentieri escursionistici o da specie floristiche e faunistiche molto pregevoli, di strade necessarie a portare sul posto i macchinari.

Dal progetto per la costruzione del gasdotto Puglia-Emilia Romagna, approvato col “Decreto sblocca Italia”, è uscita la British Gas per infiltrazioni mafiose e, nonostante le proteste di comitati ed associazioni ambientaliste, delle autorità locali interessate dal passaggio del gasdotto, nonostante alcune interpellanze parlamentari, nonostante le rilevazioni e gli studi scientifici che hanno messo in rilievo le forti criticità, il progetto va avanti.


da Legambiente
Circolo "Le Cesane" Urbino





Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2018 alle 17:37 sul giornale del 19 novembre 2018 - 795 letture

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