La replica di Snam al Circolo Legambiente di Urbino

snam s.p.a. 2' di lettura 20/11/2018 - Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Snam S.p.A. in merito all'articolo, comparso nella giornata di lunedì sul nostro sito, a firma del Circolo Legambiente "Le Cesane" di Urbino.

"L’articolo “La preoccupazione del Circolo Legambiente di Urbino per la realizzazione del gasdotto TAP”, che riprende una nota del circolo di Legambiente "Le Cesane", contiene numerose inesattezze e affermazioni del tutto destituite di fondamento.

In primo luogo, non c’è alcuna correlazione tra il gasdotto TAP e i progetti di consolidamento della rete nazionale di trasporto gas in fase di realizzazione. Si tratta di progetti distinti, autonomi e non contestuali, così come sono distinti, autonomi e non contestuali tra loro i vari progetti di Snam - che non hanno mai coinvolto la British Gas - per la modernizzazione e l’efficienza di una rete che si estende per oltre 32mila chilometri in tutto il paese ormai da molti anni e che ha un ruolo essenziale nella fornitura del gas alle famiglie e alle imprese e nella sicurezza energetica dell’Italia.

I nostri progetti rispettano tutte le normative vigenti e prevedono una particolare attenzione al territorio grazie ad accurate attività di ripristino ambientale successive alla posa dei gasdotti. Come si può facilmente verificare di persona lungo la nostra rete o in vari filmati disponibili sul sito snam.it o sul web, tutti i territori attraversati dalle nostre opere sono interessati da meticolose attività di ripristino affinché possano tornare nelle loro condizioni iniziali: è proprio questa particolare cura che ci ha consentito in oltre 75 anni di storia di attraversare con i nostri metanodotti anche parchi e aree protette. Inoltre, come ribadito a più riprese, i metanodotti non hanno mai riportato danni e interruzioni successivamente a fenomeni sismici.

Infine, quelli che la nota definisce impropriamente “depositi” si chiamano in realtà stoccaggi e rappresentano un’eccellenza italiana: si tratta di giacimenti naturali ormai esauriti che nella porosità della roccia (e non in depositi sotterranei artificiali) conservano in sicurezza le riserve (non gli esuberi) di gas naturale necessarie a bilanciare domanda e offerta stagionale di gas e garantire la continuità delle forniture in caso di temperature particolarmente rigide o di improvvise interruzioni delle forniture dall’estero.
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2018 alle 20:37 sul giornale del 20 novembre 2018 - 462 letture

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