Canile Ca' Lucio, CUT Liberi Tutti: "L’ennesima prova dell'incapacità dei nostri amministratori"

canile 3' di lettura 14/01/2019 - Quando nell’estate del 2017 il nostro gruppo ha espresso forti perplessità sulla scelta di affidare ad un privato la gestione del canile Ca’ Lucio di Urbino, il sindaco Gambini e i vertici dell’Unione Montana di cui egli stesso è vicepresidente, ci hanno incolpato di voler criticare scelte intelligenti e ponderate.

Quando abbiamo espresso i nostri dubbi sulla legittimità dell’affidamento dei lavori di straordinaria manutenzione del canile per 40.000 euro allo stesso gestore del canile che non essendo una ditta edile non avrebbe potuto svolgerli direttamente , ci hanno risposto che era una scelta corretta.

Quando in diverse interrogazioni in Consiglio Comunale abbiamo espresso dubbi sulla validità della conduzione del canile Ca’ Lucio, da parte del gestore e dell’allora responsabile dell’Unione Montana, geometra Renato Dini, il sindaco Gambini ha espresso tutto il suo apprezzamento, lodando apertamente l’operato svolto dal gestore Storaci e dal geometra Dini.

Ad oggi, ci troviamo in una situazione che sembra molto diversa da quanto vantato in questi anni dal sindaco Gambini. Il geometra Dini non presta più la sua opera all’Unione Montana, l’attuale presidente Fernanda Sacchi in un recente colloquio telefonico ha descritto una situazione disastrosa al canile Ca’ Lucio e tra le varie opzioni che la Giunta dovrà esaminare, c’è anche quella di chiudere la struttura.

E allora ci chiediamo; dove sono le vantate capacità di amministratore di Gambini che riveste anche il ruolo di vicepresidente dell’Unione Montana?

Dove guardava quando assicurava che la gestione del canile era perfetta?

Perché adesso escono fuori problemi di inadempienze contrattuali da parte dell’attuale gestore?

Perché adesso si solleva il problema che il canile necessita di somme per la struttura? Dove sono finiti i 40.000 euro spesi tra luglio e settembre 2017?

Perché un canile che fino al 2017 era un fiore all’occhiello, soprattutto per la sua politica sulle adozioni, si è in poco tempo ridotto ad essere una struttura di cui si prospetta la chiusura?

Da parte nostra, in perfetta solitudine ci siamo mossi per cercare di difendere un’altra eccellenza del nostro territorio che vedevamo in pericolo e tutt’ora ci stiamo muovendo per impedire che anche questa struttura venga chiusa solo per evitare che si trasformi in una ennesima prova dell’incapacità dei nostri amministratori. Non permetteremo che venga chiuso il canile e faremo di tutto perché torni ad essere ciò che è stato in tanti anni di attività.

L’eventuale soluzione di spostare i cani in altre strutture del territorio non garantisce alcun effettivo risparmio, perché comunque i Comuni proprietari dovranno continuare a pagare le strutture in cui saranno ricoverati.

Veramente i contribuenti vogliono essere amministrati da questi soggetti che ci rassicurano anche in presenza di evidenti irregolarità, salvo poi scrollarsi di dosso le loro colpe allontanando ciò che sta diventando un problema dovuto soltanto alla loro incapacità gestionale?

Vogliamo che Urbino torni a vivere e che si smetta con questo continuo impoverimento che ci sta portando al disastro; il canile come tante altre strutture deve tornare a brillare come un’eccellenza del nostro Comune e a garantire come è giusto che sia il benessere degli animali e il risparmio delle risorse economiche dei cittadini, utilizzando magari parte di quelle somme che in questi anni sono state impiegate senza risparmio come ad esempio i quasi 400.000 euro spesi negli ultimi tre anni per le festività e gli addobbi natalizi, che sono serviti solo a creare illusioni sulle reali condizioni di una città ormai sull’orlo del completo declino.


   

da CUT LiberiTutti





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2019 alle 00:00 sul giornale del 14 gennaio 2019 - 549 letture

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