Fano-Urbino, Sinistra per Urbino e Art.1 MDP a favore del ripristino, "Se non ora quando?"

ferrovia fano-urbino 23/01/2019 - Sempre più numerose le voci che chiedono alla Regione e al Governo un impegno per la ferrovia. Ormai è consolidata la ferma posizione dei Consigli Comunali di Urbino, di Fermignano, dei comuni dell’entroterra, e da ultimo di Fossombrone per il ripristino della ferrovia, per la salvaguardia dell’unitarietà del tracciato e della tratta ferrata, escludendo quindi ogni ipotesi di sostituirla con una gettata di cemento per una ciclabile, o di farne uno “spezzatino” con vendita di singoli lotti.

Sinistra per Urbino (a cui aderiscono PCI e Rifondazione Comunista) e “Art.Uno Movimento Democratico e Progressista” (ex Leu) si uniscono agli intenti di questi enti istituzionali, delle numerose associazioni ed enti di categorie (da ultimo la Confcommercio). A fronte di questo vasto coro di pareri favorevoli e pressioni, spicca l’immobilismo del governo Regionale che si trastulla sulle proposte di alcuni consiglieri del Pd intorno a ipotetiche ciclabili, insinuando la provocazione di asfaltare parti della tratta ferroviaria. I nostri gruppi poilitici, come tutti gli interlocutori di buon senso, ribadiscono che nulla hanno in contrario ad un ciclabile, - la razionalità suggerirebbe tracciati attraverso i piccoli centri o a fianco della vecchia Flaminia per evitare tutti gli ostacoli fisici, - ponti, gallerie,distanza dai binari per esigenze di sicurezza - di una difficile ciclabile a fianco della ferrovia. Fate la ciclabile dove volete, ma non saccheggiate il sedime ferroviario.

Ci opporremo con ogni mezzo a tentativi e inganni per divellere i binari, anche parzialmente, col pretesto di una fantasiosa ciclabile che rischia di finire ricoperta di sterpaglie e fango, e il cui ultimo fine appare ben lontano da quello sportivo e finalizzato invece a depredare l’entroterra delle sue risorse. In questo contesto sempre più contraddittoria appare la posizione del Pd, che anziché farsi interprete di una volontà universale che salvaguardi le aree economico - sociali più in difficoltà, l’entroterra, si divide in interessi miopi e particolaristici: così di fronte alle giuste posizioni a favore della ferrovia, come quella del Pd urbinate e di Londei, troviamo alcuni consiglieri regionali che, con il sindaco di Pesaro Ricci sognano una bella gettata di cemento sulla tratta, e il sindaco di Vallefoglia, Ucchielli, che gioca con mirabolanti e fantascientifici trenini che attraversano i centri della Valle del Foglia, con l’evidente risultato di creare confusione e distrarre dall’unico obiettivo perseguibile: la metropolitana leggera di superficie Fano-Urbino. In questo modo il Pd diviso, rinuncia al ruolo di forza di governo dei territorio e rischia così di consegnare la nostra provincia ad una destra, egemonizzata da una Lega aggressiva, rozza e violenta, che agita strumentalmente le esigenze popolari e che fa del razzismo il cemento per indirizzare il malcontento popolare per la crisi economica anziché sui partiti, Lega compresa, che hanno governato il Paese, sui lavoratori e sulla parte più debole della popolazione per gestire il potere, insieme a chi ha realmente in mano il bastone di comando dell’economia.

La ferrovia Fano Urbino e la Fano-Grosseto, costituiscono infrastrutture fondamentali per evitare che la nostra provincia sia tagliata fuori dai collegamenti con il centro Italia, visto che il rafforzamento della Ravenna-Orte e la Quadrilatero a Sud della nostra provincia, rischiano isolare i nostri territori. Ora la Legge n.128/17 approvata dal Parlamento, che istituisce per fini turistici il ripristino di 18 tratte ferroviarie dismesse (compresa la Fano-Urbino) e le dichiarazioni in ambienti governativi, a favore del traffico ferroviario locale, costituiscono spinte perchè le nostre comunità locali esigano che quanto scritto e detto si traduca in realtà.

L’unità delle volontà politiche dell’entroterra è oggi un’esigenza irrinunciabile per raggiungere questo obiettivo, una metropolitana leggera di superficie, moderna e ambientalmente sostenibile che sappia collegare i vari centri dell’entroterra con la costa, diminuire un traffico stradale sempre più caotico, intenso, inquinante, pericoloso, costoso e sempre parzialmente interrotto per le permanenti manutenzioni, che porti ad un rilancio dell’economia della provincia, sia dal punto di vista turistico che produttivo e commerciale.

Esigiamo che quanto sancito dal Parlamento non resti soltanto una espressione di propaganda ma si traduca in realtà! Se non ora quando?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2019 alle 00:00 sul giornale del 23 gennaio 2019 - 557 letture

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