I marchigiani e i vaccini, i pro-vax sono la maggioranza, Burioni una “opinion star” fra gli studenti

vaccinazioni| 24/01/2019 - A un anno e mezzo dal Decreto Lorenzin il dibattito sui vaccini è ancora aperto e ha fatto scalpore la firma di Beppe Grillo, assieme a quella di Matteo Renzi, sul “patto trasversale per la scienza” scritto dall’immunologo Roberto Burioni.

Nell’ambito dell’Osservatorio Sociale sugli Orientamenti dei Marchigiani (Osom), giunto alla sua 20° edizione, l’istituto pesarese di studi socio-economici Sigma Consulting ha sondato l’opinione dei marchigiani sul tema dei vaccini.

L’opinione dei marchigiani rispetto a 3 aspetti
Il 66% degli intervistati ritiene che sia indispensabile vaccinare i bambini con tutti i vaccini disponibili. Il 28% crede che vaccinare sia giusto ma che i genitori debbano essere liberi di decidere quali vaccini fare e quando farli. Da notare che tale posizione diventa maggioritaria (51%) tra chi dichiara un’età compresa tra i 30 e i 39 anni. Infine, solo il 6% degli intervistati sostiene che vaccinare presenti troppi rischi.

“Le percezioni sul numero di cittadini che si dimostrano scettici nei confronti delle vaccinazioni obbligatorie superano, come spesso accade quando si parla di impressioni e sensazioni, le cifre della situazione reale. L’aumento della copertura vaccinale nelle Marche, così come evidenziato recentemente dal report presentato dai dirigenti Asur Area Vasta 1, è verosimilmente dovuto - affermano Alessandro Fabbri e Riccardo Pozzi di Sigma Consulting - alle decisioni del governo, ma anche ad una crescente sensibilità e attenzione sul tema”.

A conferma di questo aspetto, i dati del sondaggio evidenziano che per quanto riguarda l’obbligo vaccinale per l’iscrizione dei bambini a scuola, l’87% del campione è favorevole mentre solo il 13% è contrario (percentuale che sale al 36% per chi ha un’età compresa tra i 30 e i 39 anni). Quella contro l’obblig è dunque una minoranza “arrabbiata” che però pare molto rumorosa e decisa a farsi valere.

Questa chiara spaccatura si ripropone anche tra chi ritiene che vaccinarsi debba essere una “libera scelta” (tale da mettere in pericolo eventualmente solo se stessi) e chi, invece, ritiene la vaccinazione un problema di salute pubblica. I primi rappresentano il 27% degli intervistati mentre coloro che ritengono che non vaccinarsi metta in pericolo se stessi e gli altri, sono il 73% del campione interpellato. Dalle risposte aperte raccolte nel corso del sondaggio si evince che la principale esigenza di questi ultimi rispondenti è quella di evitare epidemie e il rischio di veder riemergere malattie che, grazie ai vaccini, si pensava di aver relegato ai libri di storia.

Pro vax e scettici: 60% contro 40%
La combinazione delle risposte ottenute su queste prime 3 domande del sondaggio ha permesso di sintetizzare in un unico indicatore l’atteggiamento degli intervistati verso i vaccini isolando due gruppi ben distinti: i “pro vax” e gli “scettici”. Secondo questo indicatore i pro vax sarebbero il 60% dei marchigiani mentre gli scettici il 40%. I primi sono coloro che concordano con l’affermazione “è indispensabile vaccinare i bambini con tutti quelli disponibili”, sono favorevoli alle vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione dei bambini a scuola e ritengono che non vaccinarsi metta in pericolo se stessi e gli altri. I secondi, invece, sono scettici riguardo ai vaccini, cioè pensano che i vaccini siano dannosi (no vax), ritengono che ognuno debba essere libero di vaccinarsi o meno (free vax) e, pur credendo nell’efficacia vaccinale, mostrano convinzioni “tiepide” e poco decise.

Come si informano i marchigiani? E, soprattutto, di chi si fidano quando si parla di vaccini?
Medici e pediatri rimangono i principali interlocutori allorchè si cercano informazioni accurate: sono ritenuti affidabili dall’86% degli intervistati. In particolare, si fidano dei medici il 98% delle casalinghe, il 97% degli over 65, il 93% di chi detiene un titolo di studio medio-basso e il 91% dei pro vax. Cala la fiducia nei medici tra chi ha un titolo di studio medio (76%), tra chi esprime indecisione sui vaccini (78%) e tra i più giovani (il 79% tra chi ha un’età compresa tra i 18 e i 39 anni). Il 10% dei marchigiani, inoltre, considera attendibili le campagne istituzionali, mentre solo il 6% dice di informarsi sul web (forum e social) quando cerca informazioni accurate.

Si documentano maggiormente online gli adulti compresi tra i 40 e i 49 anni (17%), coloro che detengono un alto titolo di studio (9%) e chi esprime scetticismo sui vaccini (8%).

Un’analisi più generale dei dati del sondaggio, permette anche di tracciare il profilo di pro vax e no vax. Il sostenitore tipo dei vaccini ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, è donna, casalinga o studentessa ed ha un alto titolo di studio. Per contro, coloro che si rivelano più scettici sui vaccini sono uomini, hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni, un titolo di studio medio-basso e abitano nei grandi centri.

La conoscenza dell’immunologo Roberto Burioni
Dopo questo anno di attività scentifica divulgativa e di lotta alla disinformazione sui vaccini, l’immunulogo Roberto Burioni ha acquisito una notevole notorietà sui social network (oltre 400 mila follower) a cui, però, non corrisponde un’eguale popolarità offline. Per lo meno non nelle Marche, la sua regione di origine.

Dice di sapere chi sia solo il 28% degli intervistati, percentuale che però sale al 44% nella sua provincia natale, quella di Pesaro Urbino, e diventa maggioritaria (58%) solo tra chi ha un titolo di studio elevato. Tra chi lo conosce, però, ben l’85% condivide le sue posizioni sui vaccini, dato che sale al 93% tra gli over 65 e al 96% tra gli studenti. Probabilmente gli studenti amano le sue stoccate sui social contro chi cerca di screditare l’efficacia dei vaccini, locuzioni che lo hanno reso una vera e propria “opinion star”.

Vaccini e partiti politici
Per quanto riguarda le posizioni dei partiti sui vaccini la conoscenza è scarsa: il 43% dei marchigiani non conosce quali siano le opinioni dei vari schieramenti politici, segno di un dibattito pubblico incentrato più sullo scontro tra pro vax e no vax che sui partiti. Tra coloro che affermano di essere a conoscenza del dibattito politico sul tema il Partito Democratico sembra raccogliere il maggiore consenso: il 33% dei rispondenti dichiara di condividerne la posizione.

PD e Forza Italia sono le uniche due forze politiche ad avere un consenso polarizzato verso coloro che sono favorevoli alla più ampia copertura vaccinale. Più bassa la percentuale di rispondenti che ha indicato il Movimento 5 Stelle quale migliore interprete delle proprie opinioni sui vaccini (27%). Risulta praticamente assente dal dibattito la Lega, principale partito a livello nazionale, che sulla questione dei vaccini ha scelto di non investire troppo del proprio capitale politico. Tuttavia tra coloro che hanno indicato nel “Carroccio” il partito meglio in grado di rappresentare le proprie opinioni, prevalgono decisamente posizioni “scettiche” nei confronti della copertura vaccinale ed allineate con quelle del segretario Matteo Salvini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2019 alle 00:00 sul giornale del 24 gennaio 2019 - 1057 letture

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