Proibire per non offrire, Sinistra per Urbino-LeU Art.1 MDP: "L'ordinanza Gambini segno del declino amministrativo"

studenti in piazza a urbino movida 5' di lettura 01/02/2019 - Con la nuova ordinanza che stabilisce la chiusura dei locali e di ogni attività commerciale entro le 2 di notte il sindaco Gambini rivela ancora una volta la propria inadeguatezza amministrativa. Del tutto privo di una visione d'insieme, egli in piena campagna elettorale fa sfoggio di quella logica che lo ha caratterizzato: incentrata interamente sul divieto e la proibizione, mai sulla proposta.

Di fronte all'attrito di lunga data tra i bisogni degli studenti di avere spazi ricreativi a disposizione e le richieste dei residenti del centro storico di poter dormire sonni tranquilli (non interrotti dagli schiamazzi e dalle grida notturne) come si è comportato il nostro primo cittadino? Ha organizzato un tavolo di discussione in cui entrambe le parti potessero confrontarsi per cercare soluzioni comuni? No, ha preferito procedere secondo una tipica logica elettorale e leghista, che consiste nel compattare l'identità comunitaria dei residenti e incanalare l'astio verso l'elemento estraneo.

Non essendovi nel centro una massa di immigrati contro cui scagliarsi, l'elemento estraneo all'identità comunitaria è stato individuato nello studente. Naturalmente non votante, che se potesse votare avrebbe ricevuto da tempo tutt'altro trattamento.

Nessuna reale volontà, a dispetto delle parole, di risolvere il problema. Che cosa succederà infatti una volta chiusi i battenti secondo quanto previsto dalla nuova ordinanza? Si crede forse realmente che la fiumana di studenti uscita dai locali se ne andrà a dormire senza batter ciglio? Essa si riverserà piuttosto nelle piazze e nelle strade. Si intende allora militarizzare l'intero centro storico per impedire anche i raduni notturni? Ma quand'anche venissero cacciati dalle piazze (e ciò non è scontato che avvenga senza incidenti) la marea studentesca si riverserà nelle abitazioni private dove non cesseranno né musica né rumore. Manderà a quel punto il sindaco la polizia anche negli appartamenti? La logica di Gambini è la stessa di quella Lega con cui si presenterà alle prossime comunali. Un partito che non ha alcuna intenzione di risolvere i problemi di cui parla e che interpreta il motto "aiuta chi ha paura" come "amplifica la paura e fai in modo che essa vi sia sempre cosicché io possa fare sfoggio del mio aiuto".

Nel momento in cui lo studente non ha diritto di voto nelle elezioni comunali per questa giunta si riduce ad una nullità, o meglio ad una esclusiva fonte di denaro. Gambini vorrebbe che gli studenti pagassero soltanto l'affitto, spendessero e consumassero, ma che per il resto non esistessero; non reclamassero quindi diritti, spazi e tanto meno voce in capitolo. E a tutto questo clima di divieto e proibizione il sindaco ha dato il nome di "Rivoluzione culturale".

La vera "Rivoluzione culturale" sarebbe stata, in realtà, quella incentrata su una vasta gamma di proposte da offrire ai giovani come alternativa alla loro persistenza nel centro storico fino a tarda notte. Questa gamma di proposte, invece, non v'è mai stata. Eppure lo sceriffo parla di Rivoluzione, solo perché nella sua ottica ha colpito i banditi. Ma noi che crediamo nei valori della modernità e non in quelli dei Cowboys, noi che crediamo occorra evitare di affrontare ogni problema con modi criminalizzanti e repressivi, ci domandiamo: quali sono esattamente le politiche culturali che la giunta Gambini ha promosso per quel mondo giovanile col cuore in subbuglio e carico di energie da spendere? Quali sono gli spazi alternativi e le iniziative che gli ha offerto (oltre al circo e alla cioccolata si intende)?

Qualche anno fa un gruppo di volenterosi ha tentato di portare una ventata di cambiamento dando vita all'Urbino Jazz Club. Il loro impegno ha fatto conoscere alla città artisti di fama internazionale e fatto assaggiare agli studenti un clima spirituale diverso. Ci si sarebbe aspettato, da parte dell'amministrazione, un sostegno duraturo. Ci si sarebbe aspettata una collaborazione continuata nel tempo che desse respiro alle iniziative. Ci si sarebbe aspettato un incentivo a sviluppare ulteriormente quanto iniziato, offrendo anche nuovi spazi (magari fuori dalle mura) in cui ospitare concerti e musica di qualità. Dopo i primi contributi, invece, sono presto seguiti l'abbandono e un certo disinteresse da parte dei vertici politici. Nessuna attenzione per le dinamiche gestionali di un'organizzazione che avrebbe riportato nella città un po' di linfa vitale. Al contrario, sotto la pressione della polizia questa organizzazione si è vista costretta a interrompere o limitare fortemente le iniziative in programma. Che essa prolifichi o muoia sembra non interessare al nostro primo cittadino, non certo più di quanto gli interessi mostrare il pugno di ferro contro gli schiamazzi della “marmaglia extracomunale”.

Confermiamo dunque che a questa amministrazione manca completamente una visione di lungo periodo. Siamo quantomai lontani da quell'esperienza governativa di Mascioli, De Carlo e Sichirollo che aveva reso grande questa città, perché aveva inserito le proprie politiche in una idea di futuro. Qui l'unico futuro a cui guarda Gambini sembra essere soltanto il proprio mandato elettorale, da conquistare a suon di promesse irrealizzate, anatemi ad effetto e bollori bellici che nulla a che vedere hanno con un progetto di città nel quale si cerchi di trasformare la varietà delle sue componenti in una fonte di nutrimento anziché di un conflitto su cui sperperare per ragioni propagandistiche.


   

da Sinistra per Urbino - Art.1 MDP





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2019 alle 00:00 sul giornale del 01 febbraio 2019 - 1111 letture

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