Montecopiolo e Sassofeltrio in Romagna, M5S Urbino: "Dalla politica solo strumentalizzazioni"

montecopiolo 2' di lettura 28/03/2019 - Il passaggio territoriale dei due comuni marchigiani Montecopiolo e Sassofeltro alla regione Emilia Romagna dopo annose questioni procedurale e boicottaggi politici, da parte del PD regionale e locale, sta per essere definito: infatti la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge ed il Senato voterà a breve.

La vicenda è annosa ma a certi personaggi politici non passa mai il momento di strumentalizzare la questione. Vero, il referendum consultivo è datato ma occorre considerare che tale volontà mai è stata messa in discussione formalmente mediante una costituzione di comitati, viene quindi da pensare che la volontà popolare sia rimasta invariata almeno per quanto riguarda la maggioranza della popolazione. Anche a livello procedurale va detto che le lungaggini sono da addossarsi ad una inattività politica dei Governi Regionali marchigiani i quali, in forza di eccezioni più o meno fondate, hanno paralizzato la proposta di legge astenendosi, come Ponzio Pilato, per oltre 10 anni dal dare un parere, a differenza di quello dell’Emilia Romagna, espressosi favorevolmente a pochi mesi dal referendum.

Ora nuovamente la politica, quella che a tutti livelli istituzionali ha lasciato le comunità di frontiera al proprio dimenticato destino promette, oggi per il tramite di Londei, di intervenire in ultima istanza al fine di impedire il passaggio di Montecopiolo e Sassofeltrio. Ebbene, sarebbe il caso che questi signori prima di strumentalizzare artatamente una vicenda che comunque è dolorosa e divisoria per le comunità interessate, analizzassero il significato delle proprie promesse che non hanno solo effetti elettorali: la Costituzione garantisce a più riprese le autonomie locali fino a determinare, con l’art. 132, la possibilità di migrazione da una regione ad un’altra; ricordiamo che tale riconoscimento non è vincolante poiché sia il referendum territoriale sia il parere delle due regioni interessate hanno carattere consultivo, e di fatto il passaggio deve avvenire con una legge parlamentare che ben potrebbe disattendere tali volontà. Quindi davvero miserino il PD, che sta cercando di arginare, con diversi attori ma sempre utilizzando il metodo dittatoriale, tale passaggio. Dimostrando ancora una volta che non ha a cuore la volontà dei cittadini, ma solo interessi personali. Di conseguenza, stiamo assistendo in questi ultimi giorni ad una raffazzonata raccolta firme che sta nuovamente lacerato la comunità creando false speranze da una parte e senso di tradimento della democrazia dall’altra.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2019 alle 20:38 sul giornale del 29 marzo 2019 - 3882 letture

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