Il bilancio di Gambini? Patti disattesi e programma tradito

maurizio gambini 3' di lettura 03/04/2019 - Dunque Sgarbi e Gambini siglano un nuovo “Patto per la città”! Ci sarebbe da sorridere se non ci fosse di mezzo il dramma di una Urbino che muore e un patto già siglato 5 anni fa e clamorosamente tradito.

Dei 13 punti del Patto che Gambini aveva sottoscritto con Vittorio Sgarbi sono stati in larga parte disattesi:

- Niente museo della letteratura dedicato a Carlo Bo e Volponi (sarà forse la Casa della Poesia sempre vuota?!)
- Niente museo italiano dei falsi d’autore alla Data
- Niente Museo dell’armonia che doveva racchiudere tutti i dipinti del paesaggio
- Mostra il Rinascimento ad Urbino, doveva esporre le opere dei pittori che hanno lavorato in città
- Niente Pala di Brera ad Urbino
- Urbino all’Expo nessuna ricaduta reale
- Niente festival della musica rinascimentale
- Niente Urbino città stato
- Niente La luce su Urbino
- Niente consulta città ideali
- Le Urbino nel Mondo, nessun gemellaggio

Dovevano rilanciare il turismo e cancellare la tassa di soggiorno, invece la tassa è rimasta e la promozione turistica un capolavoro di dilettantismo, basti pensare alle brochures in bianco e nero con un portone chiuso e ai viaggi promozionali nientemeno che in Canada, il paese dal quale di fatto non arriva nessuno, da queste parti e agli 85mila euro spesi per le feste di Natale senza capacità di promuoverla e presentando una città deserta. Le città Unesco scoppiano di turisti e Urbino è ancora ai numeri di 20 anni fa e del resto l’assessore è sempre quello di 20 anni fa. Nessuna soluzione per il Mercatale, rimasto un parcheggio nonostante se ne fosse promessa la liberazione dalle auto. Doveva affrontare l'emergenza abitanti del comune e ne ha persi mille in cinque anni, ormai uno ogni due giorni che scompare.

Ma in compenso ora ci sarà la Lega a sostenere questo patto: del resto, dopo la Rivoluzione venne il Terrore, così grazie a questa alleanza si sta distruggendo a passo di corsa l’ultima fonte di sostentamento della città, ovvero gli studenti, multati per un bicchiere di prosecco oltre la distanza dai locali, demonizzati persino perché scoperti - nientemeno! - a ballare e costretti al coprifuoco alle due, tagliando così le gambe ai pochi esercizi commerciali che cercano di sopravvivere in una città al collasso. Il rispetto della legalità, che tutti vogliamo, non giustifica questo clima repressivo in una città pacifica e serena.

Ma gli urbinati sono davvero disposti a questo suicidio collettvio che attende la loro città? Sappiano che un voto a Gambini e soci li vedrà responsabili di tutto ciò, dei loro figli costretti ad andare a vivere altrove, di una città imbarbarita, triste, vecchia, desolata e senza idee, ricoperta soltanto di un manto nero di bitume, simile al sarcofago che ne sigillerà la morte.

Prospettiva Urbino - Nel Bene Comune - Moderati per Urbino - Uniti per Urbino






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2019 alle 07:00 sul giornale del 03 aprile 2019 - 1487 letture

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