Università, Partito Democratico: "I centri di ricerca servono ad Urbino e al territorio interno, non sulla costa"

studenti universitari 2' di lettura 23/04/2019 - È curioso come il Rettore dell’Università di Urbino cerchi l’appoggio del Comune di Pesaro nel tentativo di espandere l’Università nella costa, in particolare per istituire Centri di Ricerca e Alta Formazione lontano dalla città ducale.

Quanto asserito dal Rettore è una pugnalata al cuore per Urbino e per il territorio interno, che potrebbero godere fortemente di un investimento fatto nelle loro aree se solo ci fosse una visione strategica condivisa. La ricerca è il settore di punta delle Università, dalla quale i paesi del mondo attingono linfa per istituire nuove attività di alto livello, attraverso le quali migliorare la competitività dei paesi in cui esse gravitano.

L’esortazione è che l’Università di Urbino si apra non verso la costa, ma verso altre Università internazionali. Solo così si potranno portare avanti progetti con finanziamenti adeguati, tali da muovere ricercatori di fama mondiale. Cercare l’appoggio di Pesaro è auspicabile, coinvolgendola per un progetto più ampio con base Urbino, senza pensare a una licealizzazione che ha già fatto il suo tempo ed è già stata consumata senza grandi risultati.

La riforma Universitaria sulla ripartizione del fondo per il finanziamento ordinario, (FFO) va a premiare chi fa ricerca di alto livello, è per questo che il PD di Urbino insieme a Rosati Sindaco e ai suoi alleati CUT e Urbino al Centro, ritengono che l’impegno deve essere di più alto respiro. Serve una visione internazionale molto più ampia, esattamente il contrario di un campanilismo ristretto, che pensa che decentrare a pochi chilometri di distanza possa produrre chissà quale beneficio.

La coalizione che oggi sostiene Rosati Sindaco, crede che l’Università di Urbino debba aprirsi al mondo, attuando una seria riforma interna partendo dai Dipartimenti di eccellenza, (tra l’altro capitolo di ripartizione del FFO) che gli permetta di competere e di migliorare il proprio livello di scambio intellettuale anche attraverso l’insediamento dei Centri di Ricerca, con l’aiuto degli investimenti dell’ERDIS a sostegno dell’iniziativa, come già è intervenuta sulla questione Pesaro. Centri di Ricerca, uguale opportunità di sviluppo delle aree interne, saldamente connessi alla città di Urbino e nel contempo alle istituzioni internazionali. Concentrare le risorse permette di massimizzare gli investimenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2019 alle 07:00 sul giornale del 23 aprile 2019 - 1500 letture

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