25 Aprile, il “record” di Gambini

maurizio gambini 25 aprile 1' di lettura 26/04/2019 - Mai avevo ascoltato un discorso telegrafico come quello del sindaco Gambini in occasione della Festa della Liberazione. Si percepiva l’ansia per il timore di una contestazione da parte di coloro che avevano aderito all’appello dei candidati a sindaco Demeli, Londei e Rosati di rimarcare la distanza fra i sostenitori di Gambini, poco numerosi e assiepati sotto il palco, e il resto della piazza antifascista che ha creato un vuoto importante ritirandosi compatta dopo l’intervento della Presidente dell’Anpi.

Ha perso un’occasione, il sindaco, per prendere pubblicamente le distanze dalla Lega suo alleato alle prossime elezioni amministrative. Contrariamente alla tradizione, inoltre, ha parlato per ultimo preceduto anche dalla rappresentante della Prefettura.

Piccoli accorgimenti o, se volete, furbate, che però hanno mascherato solo in parte il suo imbarazzo. Ma se crede che tutto questo non abbia lasciato strascichi si sbaglia di grosso. Chi voleva capire, ha capito che lui è il sindaco meno amato di sempre e che non rappresenta i sentimenti popolari e antifascisti di una parte importante della città per la quale il 25 Aprile non è solo un rito celebrativo, ma il rinnovarsi di un impegno morale per un mondo più umano, solidale e giusto.

Sembrava proprio un sindaco in fuga, disturbato dal dover ricordare la Resistenza messa in discussione da un alleato che forse non ama, ma del cui sostegno elettorale ha bisogno. Una contraddizione tra la condanna a parole del fascismo e l’ammiccamento agli amici di Salvini: da casa Pound e alla galassia nera del neofascismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2019 alle 07:00 sul giornale del 26 aprile 2019 - 1847 letture

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