Un sindaco sull’orlo di una crisi di nervi

maurizio gambini 25 aprile 2' di lettura 02/05/2019 - Un sindaco sull’orlo di una crisi di nervi interviene stamane (ieri), 1° Maggio, sulla stampa locale per rispondere alla mia segnalazione che le vittime assassinate dalla legione fascista “Tagliamento” non erano state ricordate il 25 Aprile, come sempre era avvenuto, con l’omaggio di una corona da deporre ai piedi dei cippi e sulla lapide dedicati alla loro memoria.

Sollecitavo, inoltre, il sindaco a provvedere al loro urgente e integrale restauro, sempre promesso ma mai effettuato anche dalla precedenti amministrazioni a cui Anpi e “Capppellini” si erano rivolti. Tra l’altro avevo escluso che la “dimenticanza” potesse essere addebitata al sindaco ma, come probabile, al suo ipertrofico e oneroso staff. Concludevo chiedendo un doveroso gesto riparatore.

Questi i fatti. Tanto è bastato per scatenare una replica assurda che arbitrariamente collega fra loro fatti diversi, dalla contestazione silenziosa alla manifestazione del 25 Aprile promossa dai candidati a sindaco Demeli, Londei e Rosati e dalle liste che li appoggiano, all’insinuazione già in passato più volte espressa, che io godrei di immaginari privilegi e interessi legati al “Cappellini”.

Una reazione scomposta e isterica che parla di odio e di violenza contro la sua persona e l’antico antifascismo della propria famiglia per concludersi con l’accusa al PD di avere fra i suoi candidati alcuni leghisti e definire come provocatorio un sondaggio professionale di “Open Urbino” sulla sua mancata risposta alla domanda se avrebbe accettato o meno l’appoggio di candidati nelle sue liste che sui social inneggiano, con messaggi e vignette, al razzismo e al fascismo, eventualità respinta con nettezza dagli altri candidati a sindaco.

Ma l’aspetto più grave è la denuncia di Gambini dell’immaginario pericolo di una degenerazione della protesta, evitata solo dal suo personale autocontrollo, durante l’intervento lampo pronunciato in piazza della Repubblica il 25 Aprile. In realtà c’era un silenzio assordante che sottolineava il legittimo dissenso per il dichiarato antifascismo del sindaco macchiato dall’accordo elettorale con la Lega di Salvini di cui è documentato il rapporto con l’ estremismo neofascista più criminale. Non un fischio, tanto meno un insulto, non volava una mosca. Insomma il provocatore è lui con la sua insopportabile boria padronale e le sue bugie. È chiaro che ha perso la testa e il contatto con la realtà sostituita dalla propaganda.

Per concludere, stamane mi sono recato sul posto e, come documentano le immagini, le corone non ci sono ancora. Bene. L’Istituto “Cappellini”, lancerà una sottoscrizione per la raccolta dei fondi necessari al restauro dei cippi e della lapide. Con buona pace del sindaco Gambini.


da Ermanno Torrico
Presidente Istituto "E. Cappellini”







Questo è un articolo pubblicato il 02-05-2019 alle 07:00 sul giornale del 02 maggio 2019 - 1471 letture

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