Fossombrone, Comitato No REMS: "Il Comune faccia rispettare la legalità e chiarisca la sua posizione"

rems fossombrone 3' di lettura 17/06/2019 - Apprendiamo dalla stampa locale di venerdì 14.06.2019 che il Sindaco Bonci, preso da un eccesso di decisionismo, avrebbe intenzione di indire assemblee pubbliche e addirittura un referendum cittadino in modo da arrivare a una decisione definitiva sulla REMS.

Se all’indomani della sentenza del TAR Marche che aveva annullato l’ordinanza del Comune di Fossombrone avevamo affermato che il provvedimento giudiziario aveva rimesso il “cerino” in mano al Comune, a cui avevamo offerto sostegno e supporto qualora l’Amministrazione fosse stata determinata a proseguire nella strada della legalità, ora non possiamo far altro che constatare come il Sindaco - stando alle dichiarazioni pubblicate - sia inesorabilmente determinato a scottarsi le dita!

Sinceramente facciamo difficoltà a comprendere anche quale potrebbe essere il quesito del prospettato referendum perché, com’è facile intuire, la consultazione popolare non cancellerà mai il vincolo di inedificabilità sull’area su cui è stata costruita la struttura e nemmeno potrà mai sopperire alla mancanza dell'Autorizzazione Paesaggistica. È pur vero, infatti, che la sentenza del TAR Marche ha annullato l'ordinanza di demolizione, ma la REMS continua a rimanere irregolare proprio in virtù di quei vincoli e dell’assenza della prescritta Autorizzazione Paesaggistica, vizio, quest’ultimo, non emendabile e non sanabile in base alla normativa vigente.

La distinzione fra il piano politico e quello legale-amministrativo potrà anche sfuggire al filosofeggiare di Vito Inserra, portavoce dell’associazione Liberamente e pronto ad affrontare noi forsempronesi pubblicamente per “istruirci” sulla REMS, ma non possiamo consentire che sia il Sindaco a pensare di potersela cavare chiedendo a noi cittadini di applicare la “pezza politica” per nascondere il “buco della legittimità” della REMS determinato dalle gravi irregolarità urbanistiche e paesaggistiche rilevate.

Vero è che la situazione oggi è molto più complessa di tre anni fa e comprendiamo le preoccupazioni del Sindaco, ma allo stesso tempo non possiamo in alcun modo giustificarle dato che, proprio da Giugno 2016, prima come Comitato a difesa dei Diritti e poi anche come CITTADINI NO REMS, abbiamo ripetutamente consigliato, prima, e diffidato, poi, il comune a sospendere i lavori della REMS, ad annullare il Titolo Unico e ad emettere ordinanza di demolizione. Purtroppo, come emerso anche nel franco confronto pubblico, l’Amministrazione ha dapprima sostenuto la regolarità del procedimento e, successivamente, ha indugiato per mesi prima di emanare l'ordinanza di demolizione; quando lo ha fatto la struttura era ormai quasi ultimata.

Non solo, quindi, la consultazione popolare non potrà sanare la REMS sul piano amministrativo, urbanistico e paesaggistico, ma nemmeno farà venir meno le indecisioni dell’Amministrazione e gli errori commessi dai funzionari comunali che si sono occupati della vicenda, sia quelli “vecchi” che quelli “nuovi”.

Ribadiamo, infine, il sostegno all’Amministrazione se vorrà tener fede al dovere di far rispettare la legalità, il territorio, i cittadini, ma non esiteremo, nei confronti di chiunque, a far rispettare i nostri diritti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2019 alle 07:00 sul giornale del 17 giugno 2019 - 345 letture

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