Aufreiter lascia Urbino, Angelini (Urbino Arte): "Speriamo in un suo ripensamento"

vitaliano angelini| 3' di lettura 01/07/2019 - Le annunciate dimissioni di Peter Aufreiter, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e del Polo Museale delle Marche, in Urbino, costituiscono una perdita molto grave per la città e per l’intera Regione.

Ad una attenta riflessione infatti la cosa presenta due aspetti: quello politico e culturale, denso di iniziative di grande importanza e quello didattico, espressione di un proficuo dialogo con la popolazione e le istituzioni artistiche della città, l’Accademia di B.B.A.A. e la stessa “URBINO-ARTE, arte, cultura e conoscenza”, che sin dagli inizi capì il significato e l’alto valore innovativo della sua proposta e la cui piena condivisione ci persuase a conferirgli, nel 2016, la qualifica di :”SOCIO ONORARIO”. Titolo che conferiamo raramente e solo a personalità eccellenti nel proprio settore quali: il Magnifico Rettore dell’Università di Urbino, Carlo Bo (2001) o nel campo dell’imprenditoria, allo stilista Piero Guidi (2007).

La decisione di tornare a Vienna presa dal Direttore Aufreiter, nonostante l’entusiasmo e l’impegno da lui profusi sin dagli inizi, però non ci sorprende né ci nascondiamo la profonde difficoltà di convivenza che ci sono sempre state con gli esponenti politici urbinati, che traspaiono anche dalle dichiarazioni ufficiali di rincrescimento, dove il loro rammarico è dovuto al disguido che ne può derivare ai lavori già intrapresi per le celebrazioni Raffaellesche del 2020, come dichiarato dal Sindaco Maurizio Gambini, per il quale però la discontinuità sarà rapidamente superata lavorando con altre persone e un nuovo Direttore, prevedendo di guastare, almeno in parte, il lavoro già impostato da Peter Aufreiter.

Anche il nuovo “co-Sindaco”, Vittorio Sgarbi, già Assessore alla “rivoluzione” e che nella precedente legislatura gli fu inflessibile e veemente antagonista, non manca di sottolineare: ”altri hanno valutato che il suo lavoro era insufficiente” e così ancora si potrebbero ricordare ulteriori “commiati” di esponenti di Istituzioni di rilievo che nel dichiarare il loro dispiacere contestualmente affermano di essere felici per lui che andrà in luoghi adeguati al suo valore o chi si rassegna dietro all’inesorabile, fatalistico “PANTA REI ”.

Nessuno però, nemmeno chi politicamente all’opposizione, ha avvertito l’urgenza di reagire invitando il Direttore ad un ripensamento. Si lascia che una rapida obsolescenza delle cose prenda il sopravvento. Non hanno compreso il profondo e alto valore innovativo del lavoro di Peter Aufreiter poiché tutti hanno inteso finalizzare l’uso della Galleria Nazionale delle Marche e del Polo Museale delle Marche, ad un semplicistico mezzo per incrementare il turismo. Non è stata capita la modernità di intenderne il ruolo, l’importanza della sua funzione culturale, sociale ed etica. Concezione di piena attualità che vede il “museo” come luogo di formazione alla maniera dell’Ècole du Louvre, teso a saldare i luoghi della cultura, capace cioè di attrarre dall’estero, in Urbino e nelle Marche, non solo i turisti (20% in più di visitatori rispetto al 2018 e il 30% in più di incassi) ma soprattutto gli studenti. Una Galleria Nazionale che va oltre al compito di tutela dei beni culturali e tende invece alla valorizzazione di quelli.

Nonostante la sostanza negativa della centralizzazione prevista nel piano del Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, e le mediocrità di un assodato localismo, che hanno portato Aufreiter a dire con amarezza: “Qui mi sento inutile e straniero“, l’Associazione “Urbino-Arte , arte, cultura e conoscenza” nella consapevolezza della grave perdita che la città subirà, confida, sollecitandolo, in un suo ripensamento certa di interpretare anche il pensiero e il desiderio della maggior parte della gente urbinate.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-07-2019 alle 07:00 sul giornale del 01 luglio 2019 - 1117 letture

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