La sanità provinciale tra la carenza di personale all'Ospedale di Urbino e le privatizzazioni

ospedale di urbino 2' di lettura 15/07/2019 - Interi reparti e servizi dell’Ospedale di Urbino sono allo stremo: mancano medici al Pronto Soccorso, in Ostetricia, al Centro Trasfusionale, in Laboratorio Analisi, mancano tecnici in Radiologia, in Laboratorio Analisi, al Centro Trasfusionale, il personale infermieristico è sotto organico.

Di conseguenza si hanno servizi che chiudono o che operano non solo ben al di sotto delle loro possibilità, ma anche in condizioni veramente precarie e solo grazie alla dedizione dei singoli.

Sebbene questa grave situazione sia nota da tempo, non si è fatto nulla per invertire tale deriva, anzi, ci sono in alcuni casi graduatorie concorsuali alle quali non si attinge o si attinge con estrema lentezza.

Il motivo di tale indecente comportamento è semplice: il ridotto o il cattivo funzionamento della sanità pubblica è funzionale al disegno del PD (e dei suoi finti oppositori di Forza Italia e della Lega) di privatizzare la sanità favorendo l’ingresso di grandi gruppi privati.

Qualche giorno fa il presidente Ceriscioli ha dichiarato che a Sassocorvaro ci saranno 12 posti letto di daysurgery e altri servizi affidati al privato. Ceriscioli è la stessa persona che qualche anno fa chiuse gli ospedali di Sassocorvaro e di Cagli e ridusse ai minimi termini l’ospedale di Fano con la motivazione che non si potevano avere dei doppioni a così poca distanza dagli ospedali di Urbino e di Pesaro. E’ la stessa persona che fa nascere a Fano una clinica privata da 50 posti letto (per ora) e a Cagli e a Sassocorvaro ha semplicemente sostituito la gestione pubblica con quella privata. Questo non vuol dire solo raccontare falsità prendendo per i fondelli i cittadini, vuol dire anche e soprattutto fare una politica di destra e antipopolare.

Ceriscioli ci spieghi, numeri alla mano, come magicamente la Regione riesca a spendere meno soldi e ad assicurare lauti guadagni al privato, offrendo la stessa qualità del servizio e un organico di lavoratori (medici, tecnici, infermieri) che rispetti i requisiti di legge.

Ceriscioli faccia vedere, numeri alla mano, rendendo pubblici le convenzioni in essere con il privato, quanto vengono pagati gli esami di radiologia e di laboratorio.

Ceriscioli ci spieghi tutto ciò in un faccia a faccia, uno contro uno, senza intermediari.

Per finire, dando per scontata l’afonia di Cisl e Uil, chiediamo: dov’è la CGIL?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-07-2019 alle 07:00 sul giornale del 15 luglio 2019 - 1179 letture

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