Monte Catria, uno scempio chiamato comprensorio sciistico

monte catria 3' di lettura 24/08/2019 - Vorrebbero ampliare il “comprensorio sciistico” del Monte Catria, in Provincia di Pesaro e Urbino, e attrarre almeno 60 mila sciatori all’anno, utilizzando anche le piste da sci di fondo, seppure ammettendo qualche difficoltà, perchè “visto l’innevamento esclusivamente naturale la ‘Fondo Valle’ è utilizzabile solamente quando la neve scende copiosamente al disotto dei 350 m slm”.

In realtà, il “comprensorio sciistico” del Monte Catria (realizzato negli anni '70 del secolo scorso, poi chiuso, rimasto vent'anni in abbandono e riaperto nel 2009) dispone - per stessa ammissione del Comune di Frontone (territorio dove ricade) - di soli 7 chilometri complessivi di piste da sci, con un potenziale massimo di 16 chilometri.

Senza voler scomodare il comprensorio sciistico Dolomiti Superski, che vanta ben 1.200 chilometri di piste da sci, è ben difficile sostenere anche solo sotto il profilo economico un comprensorio sciistico che abbia meno di un centinaio di chilometri di piste da sci.

E una seria analisi costi-benefici dovrebbe essere alla base di qualsiasi investimento, soprattutto quando vengono stanziati in proposito un bel po’ di fondi pubblici (il complesso degli interventi costerebbe 3,741 milioni di euro).

I lavori di ampliamento hanno già comportato tagli boschivi (almeno 3 mila metri quadri di bosco), sbancamenti di terreno e rocce, apertura di viabilità, ecc. in violazione della normativa paesaggistica e di difesa idrogeologica, oggetto di indagini, accertamenti e denuncia all’Autorità giudiziaria competente e irrogazione di sanzioni amministrative (5 mila euro) da parte del Gruppo Carabinieri Forestali di Pesaro Urbino (novembre 2018).

Eppure i lavori proseguono, grazie a una provvidenziale proroga (decreto dirigenziale Trasporto pubblico locale, Logistica e Viabilità Regione Marche n. 716 del 17 maggio 2019) fino all’aprile 2020: ci sono da spendere 671 mila euro concessi (decreto assessoriale n. 59/TPL del 28 marzo 2014) al Comune di Frontone per interventi di “Adeguamento, miglioramento e messa in sicurezza delle piste da sci del monte Catria”.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato in proposito (23 agosto 2019) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, coinvolgendo i Ministeri dell’ambiente e per i beni e attività culturali, la Regione Marche, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio per le Marche, la Provincia di Pesaro Urbino, il Comune di Frontone, i Carabinieri Forestale, informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino.

L’area in argomento è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) / Zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Monte Catria - Monte Acuto - Monte della Strega (codice IT5310019) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora. Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale (D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

Non solo. i progetti relativi a comprensori sciistici di determinate dimensioni (“piste da sci di lunghezza superiore a 1,5 km o che impegnano una superficie superiore a 5 ettari”) devono essere preventivamente sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e della legge regionale Marche n. 11/2019. Nella Regione Marche l’autorità competente per tali procedimenti è la Provincia.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus confida in un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche coinvolte, nonché negli accertamenti di magistratura e polizia giudiziaria.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-08-2019 alle 07:00 sul giornale del 24 agosto 2019 - 5228 letture

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